La foto è impressionante!
Questa è la fine che ha fatto un ponte autostradale a due piani che collega a San Francisco la città di Emeryville, Oakland, e l'intera zona residenziale conosciuta come East Bay.
A ridurre il ponte in queste condizioni è stata un’autocisterna di gas liquefatto che, incendiandosi, ha causato un rogo alto 220 metri che ha provocato la FUSIONE dei piloni di sostegno!!!
Ora quello che una volta era un ponte, assomiglia piú ad un copertina adagiata per terra.
Il traffico ovviamente è impazzito per ore in tutta l’area di San Francisco.
Guardando questa foto, oltre al traffico, a me viene in mente tutto l’inquinamento che il simpatico rogo avrà sprigionato nell’aria!
A proposito, è proprio fresca la notizia che Stati Uniti e Cina hanno criticato il rapporto sul cambiamento del clima elaborato dagli esperti dell’Onu e discusso da oggi a Bangkok, in Tailandia. Motivo? L’obiettivo di ridurre i gas ad effetto serra sarà più costoso e richiederà più tempo di quanto affermano gli scienziati. In particolare Washington e Pechino criticano le posizioni di gran parte dei governi europei, secondo cui le emissioni di gas serra non devono superare una concentrazione pari a 445 parti per milione di CO2. Il livello attuale di emissioni è di circa 430 ppm.
Che novità, eh? Da quando in qua i nostri amici americani e cinesi si curano dello stato dell’ambiente? Al primo posto nella politica di questi paesi ci sono da sempre solo sviluppo e denaro. Che tristezza, so solo che i primi inquinatori a livello mondiale sono proprio queste due potenze e che se non sono loro a dare il buon esempio, non riusciremo mai a fare dei progressi sostanziali.
Certo che anche la situazione di casa nostra non è tra le migliori e a peggiorarla ci si mette pure l’ecomafia. Date un’occhiata qui.
Monday, April 30, 2007
Chiacchiere ambientali...
Saturday, April 28, 2007
Da dove dgt?
Come promesso accolgo la proposta di Miss Dickinson e posto la foto della mia postazione pc. Premetto: questa non è la mia amata casuccia. Ora mi trovo in Svizzera per lavoro e questa è la stanza di un piccolo e non bellissimo appartamento nel quale vivo temporaneamente. Anche per questo c’è il mio computer portatile e non quello fisso. Sul desktop del pc solitamente ho immagini di paesaggi o il mio cane. Sulla sinistra la custodia della mia macchina digitale che mi accompagna ovunque e accanto ci sono i dvd della serie del mitico Dr. House che allieta spesso le mie serate! Come potete notare è abbastanza disordinato (e devo dire che prima di far la foto lo era ancora di piú!) con fogli sparsi ovunque! Lo so che non è il massimo, ma che devo fare, per questi mesi mi devo accontentare!
Wednesday, April 25, 2007
Il nuovo pianeta sconosciuto
Sembra che un nuovo pianeta al di fuori del sistema solare con caratteristiche simili a quella della Terra sia stato scoperto grazie a un telescopio piazzato a La Silla nelle Ande cilene dagli astronomi dell'Eso (European Southern Observatory). Si trova a 20,4 anni luce, cioè a 193 mila miliardi di chilometri da noi, ed è individuabile nella costellazione della Bilancia. Si tratta in ogni caso del pianeta più simile alla Terra individuato finora.
Il nuovo pianeta ha un raggio di circa il 50% più grande di quello della Terra (quindi più o meno 10 mila km) ed è roccioso. Su di esso inoltre probabile è la presenza di acqua allo stato liquido in quanto la temperatura dovrebbe oscillare tra 0 e 40 gradi centigradi.
Allora mi sono detta: interessante la notizia, un pianeta bello grande su cui è possibile vivere e lontano dalla Terra. Avrei giá un paio di nomi di persone che manderei volentieri: Vespa, che non sopporto proprio, cosí come Maria De Filippi e tutti i suoi «Amici», Berlusconi e Prodi insieme, tanto per vedere cosa esce fuori da una convivenza forzata, magari ci aggiungerei pure Borghezio cosí la smette di dire cazz… Aggiungiamo anche Sgarbi (perchè io le persone cosí strafottenti e sicure di sé proprio non le sopporto), senza dimenticare ovviamente Maurizio Costanzo. Manderei anche quel cretino che un mese fa mi ha tamponato la macchina parcheggiata e poi è fuggito senza lasciare alcun biglietto.
Ve ne vengono in mente altri ? Voi chi ci mandereste ?
O forse è meglio se sul nuovo pianeta ci vada io…sempre che i possibili extraterrestri presenti mi vogliano….
Tuesday, April 24, 2007
Giorno della Resistenza
Domani è il 25 aprile, giorno in cui in tutta l'Italia sarà ricordata la Liberazione del nostro Paese dagli occupanti nazisti e dal governo fascista di Mussolini. Avrei voluto scrivere qualcosa a proprosito, giusto per ricordare il vero significato di questo giorno particolare. Poi in internet mi sono imbattuta in decine di documenti, fotografie, testimonianze e tutte le parole sono svanite. In certi casi non serve parlare, in certi casi è meglio rimanere in silenzio di fronte a quelle immagini e alle storie di persone che il 25 aprile non lo festeggeranno mai. Morire per la patria, che frase altisonante, ma quanti sarebbero disposti a farlo? C'è gente che ha donato la vita per questa nazione e l'ha fatto senza alcun dubbio, perchè orgogliosi di essere italiani. Oggi, per noi è inconcepibile questa frase, donare la vita per salvare la propria nazione, per salvare un popolo di sconosciuti solo perchè sentiamo di appartenervi per cultura, lingua e usanze in comune. Non uno di noi sarebbe disposto a farlo oggi e anche per queso motivo, soprattutto per questo motivo, questa gente merita di essere ricordata.
Friday, April 20, 2007
Il femminicidio di Juarez continua da anni
Recentemente ho visto il nuovo film di Jennifer Lopez e Antonio Banderas, « Bordertown ».
Premetto che questo è il primo film con Jeninifer Lopez che vedo interamente. A me J.Lo. come attrice non è mai piaciuta. Ma questa volta mi sono fatta trascinare al cinema da una amica, nonostante non fossi convintissima al 100% della scelta del film.
Il film racconta 14 anni di omicidi seriali di donne a Ciudad Juarez, una città al confine tra Messico e USA dove le donne lavoratrici nei maquiladores, cioè stabilimenti per l’assemblaggio di prodotti per l’esportazione costruiti dalle multinazionali, sono state rapite, torturate e uccise. Oltre 400 sono le donne vittime di queste atrocità, donne di altri paesi e povere, arrivate a Ciudad Juarez per un lavoro che consentisse loro di sopravvivere.
Il film secondo me è agghiacciante, descrive una città fantasma in cui regna la piú totale anarchia e tutti gli organismi politici sono corrotti.
La polizia, il governo locale e federale hanno sempre minimizzato il numero degli omicidi attribuendo comunque la responsabilità alle vittime che passeggiavano in luoghi bui con abiti succinti. Peccato che le donne in questione, come si vede benissimo nel film, siano semplici operaie che ritornano a casa dal turno in azienda con indosso ancora il loro camice da lavoro.
Le indagini locali sono risultate molto inadeguate per depistaggi, ritardi e mancato transennamento dei luoghi del delitto nonché falsificazione delle prove.
Gli assassini hanno quindi sempre goduto di impunità e sembrerebbe grazie alla connivenza della polizia locale con la mafia del narcotraffico, visto che a Ciudad Juarez arriva l’80% della cocaina prodotta in Colombia e destinata al mercato statunitense. Un’altra motivazione potrebbe riguardare ricchi imprenditori di El Paso, del Texas, di Ciudad Juarez e di Tijuana che assolderebbero sicari per rapire le donne, violentarle, mutilarle e poi ucciderle. Questi imprenditori avrebbero finanziato in modo occulto la campagna elettorale del Presidente Vicente Fox e questo spiegherebbe il motivo dell’impunità.
Queste notizie le ho ricavate dal sito di Amnesty International poichè vedendo il film ho pensato che fosse la solita americanata che enfattizza in maniera eccessiva una notizia per farne un film appassionante. Non volevo credere che in un paese come il Messico (che non è il Terzo Mondo, non è un paese come Israele o la Somalia straziato da anni di attentati e guerre), a pochi km dagli USA, potessero venire uccise centinaia di donne sotto gli occhi di tutti, potesse esistere una città dove non vige alcuna legge e chiunque puó andare in giro ad ammazzare liberamente. Purtroppo è tutto vero. Anzi il film è patrocinato da Amnesty international sul cui sito potete anche trovare una petizione che vi invito a firmare.
Per il resto, non credo che ci siano ulteriori parole da aggiungere, il film dice giá tutto.
Monday, April 16, 2007
Anche il Cnr arranca
In Italia la ricerca fa schifo, si sa, da anni è questa la situazione e nulla si fa per cambiarla. Anzi sembra che lo stato abbia intrapreso la strada opposta : quella di ostacolarla a tutti i costi. E questo mi fa davvero incacchiare, scusate la parola. In Italia i giovani laureati che amerebbero continuare a fare ricerca in universitá non possono, non possono perchè ció significherebbe far la fame per anni, come precario, senza avere poi la certezza di poterci rimanere in universitá, con posto fisso. I professori sono i primi a sconsigliare ai neolaureati di rimanere in universitá, « Non c’è posto, mi spiace . Ti conviene provare a fare il dottorato all’estero, ti pagano meglio e puoi fare la vera ricerca ». É cosí che ti rispondono se glielo chiedi. E sempre piú giovani, una volta conclusi gli studi, vanno all’estero a fare ricerca, quella vera, e tanti saluti all’Italia. Bella roba. Anche il Consiglio nazionale delle ricerche, forse il nome che ha dato più lustro alla ricerca italiana, ora è in crisi.L’effetto della riforma Moratti, diligentemente applicata dal discusso presidente del Cnr Fabio Pistella, è stato quello di gonfiare la burocrazia a dismisura. Se prima gli istituti si cercavano i fondi privati da soli e in autonomia, oggi fanno lo stesso ma devono rispondere a una catena gerarchica spaventosa. Grazie a questo sistema, tutto ruota intorno alla presidenza e se la Finanziaria 2007 ha imposto un taglio dei fondi del 5%, la presidenza Pistella ha interpretato la sforbiciata con criteri quanto meno originali. Mentre alcuni istituti si son visti ridurre il finanziamento ordinario di oltre l’80%, le cifre stanziate per consorzi, convenzioni e relazioni esterne sono cresciute del 60%. Questo non ha fatto altro che peggiorare una situazione giá alquanto critica.
Ecco qui alcuni dati (raccapriccianti!!) tratti dall’ultima relazione della Corte dei Conti :
- nel 2005 il 94,9% del fondo del ministero se n’è andato per pagare gli stipendi.
- nel 2005 il valore di macchine e strumenti scientifici erano in netto calo: -35,48%.
- tra il 2003 e il 2005 il personale è diminuito del 10% (-753 unità), eppure i costi sono cresciuti del 5% (+22 milioni di euro). Colpa delle buonuscite e degli scatti automatici. Ogni persona che si ritira dal lavoro per andare in prepensionamento costa quell’anno all’ente come tre persone del suo stesso livello. E gli scatti economici, tra il 2002 e il 2005, hanno incrementato di un quarto i costi per il personale. Questo è il risultato dell’aver incentivato la politica al prepensionamento.
E ancora un altra beffa…Per anni c’è stato il blocco delle assunzioni. Poi ci si accorge che l’età media avanza e allora si appronta una sanatoria. L’ultima, al Cnr, è partita il 9 giugno 2004 per 475 posti. Doveva servire per far progredire i cosiddetti «anomali permanenti», ricercatori che per più di 12 anni erano rimasti al palo. Alla fine, come spesso succede, è stato aperto a tutti. Il 53,7% della comunità scientifica del Cnr ha subito una sonora bocciatura (tra cui anche l’intero gruppo di ricerca del Nobel Rita Levi Montalcini).
Colpa dei criteri. Per ottenere i punteggi di anzianità era necessario superare quello per titoli, ma calcolando il tempo dedicato alle commissioni alla verifica di pubblicazioni scientifiche, brevetti, rapporti tecnici e incarichi, si scopre che ogni commissione ha dedicato a ciascuno una decina di secondi. E dire che si tratta di studi spesso innovativi in campo internazionale. La domanda dunque è: quali criteri sono stati utilizzati? Alquanto difficile dare una risposta: c’è la commissione che, per par condicio, assegna a ogni lavoro lo stesso punteggio; c’è il candidato che si vede valutata persino la dicitura «elenco pubblicazioni»; c’è quello che salta due livelli perché risulta vincitore ed è appena entrato di ruolo in quello inferiore; c’è la prima autrice di una ricerca che ottiene 2 punti per il suo lavoro e la coautrice che, per la stessa ricerca, ne ottiene 3,8.
Ma che ci lamentiamo, tanto noi cosa ce ne facciamo della ricerca ?
Friday, April 13, 2007
La rivolta cinese di Via Paolo Sarpi
I disordini sono scoppiati intorno alle 13 quando la polizia ha multato una commerciante cinese. La protesta della donna ha scatenato una reazione violenta da parte dei connazionali accorsi che si è rapidamente trasformata in una specie di guerriglia urbana con cariche e contrattacchi che è durata un paio d'ore. Un primo bilancio degli scontri è di 5 feriti tra i manifestanti cinesi mentre il vice sindaco Riccardo De Corato ha dichiarato che sono 14 i vigili rimasti feriti.
La polizia municipale sospetta che l'episodio sia stato premeditato, ma il console cinese a Milano, Limin Zhang, ha respinto questa ipotesi. Il console si è dato da fare per far tornare la calma, ma ha anche sostenuto di voler garantire fino in fondo i diritti dei suoi connazionali.
Questa rivolta è manifestazione chiara del disagio che la comunitá cinese vive da anni a Milano. Voglio dire, non puó essere stato scatenato da una semplice multa. La multa è stato un pretesto per fare quello che si voleva fare da tempo: insorgere contro la polizia italiana, le sue regole e far sentire la propria voce. Via Sarpi è una specia di ghetto, non un negozio italiano, lo straniero anzi è l’italiano stesso. Una sorta di Porta Palazzo torinese. Ed i ghetti, come ci insegna la storia, sono pericolosi. Pericolosi per chi ci vive, perchè non è integrato con il resto della popolazione e prova ogni giorno sulla sua pelle cosa vuol dire discriminazione, ma anche per chi non ci vive, per chi sta a guardare fuori dal ghetto, perchè quel malessere non puó continuare per sempre, prima o poi dovrá esplodere. E ció è quanto è successo ieri a Milano.
Se si vuole creare una societá multietnica, come sta diventando la nostra, è necessario venirsi incontro, da entrambe le parti, essere disposti ad apprendere la lingua del posto, la sua cultura e rispettare le sue regole, imparare a non temere il diverso e a non respingerlo solo perchè è diverso. Altrimenti si alimenteranno solo odio e pregiudizi.
Wednesday, April 11, 2007
La sindrome dell’internauta disperso in rete
Mi capita spesso di lanciare una ricerca in internet e di finire tutta da un’altra parte (chissá poi come e con quale nesso logico…). Vedi per esempio nel mio post precedente, ho incominciato cercando una legge sull’ambiente e sono finita su YouTube e da qui su una pubblicità del Viagra! Credevo di avere seri problemi, di avere contratto la rara «sindrome da deficienza di attenzione durante internavigazione»…ebbene oggi ho scoperto che poi cosí rara non è!! Infatti da una ricerca britannica condotta da YouGov, su un campione di 2.400 persone, traspare che ben 7 utenti ogni 10 hanno ammesso di essere sensibili a questo problema, sia che si trovino di fronte al computer di casa sia a quello del lavoro, e circa un internauta ogni 4 ha anche riconosciuto che oltre un terzo del tempo trascorso online viene allegramente dedicato alla navigazione casuale. Il fenomeno è stato ribattezzato Wilfing che sta per «What Was I Looking For?» e si puó scientificamente definire quando « il percorso intrapreso per una ricerca su internet porti con sé sorprese inaspettate, offrendo l’occasione per piacevoli divagazioni e facendo così perdere di vista il motivo per cui è stato aperto il browser ». La notizia mi comforta, almeno non sono l’unica ad essere una Wilfer (mi rendo conto che il termine è piuttosto orribile, ma non vi preoccupate, non è contagioso!)
A proposito… ancora adesso sto cercando una connessione tra Viagra e ambiente, ma non mi viene in mente nulla…si accettano consigli!
Tuesday, April 10, 2007
Si rincomincia...
Stamattina non è stata una facile impresa ricominciare a lavorare dopo quattro giorni di assoluto relax e dolce far niente…la strada che porta al lavoro e che percorro quotidianamente a piedi, oggi era stranamente piú ripida delle altre volte, quando ho varcato la porta dell’ufficio non mi ricordavo neppure piú come mi chiamavo e quando ho dovuto spiaccicare la prima frase della giornata in francese sono uscite fuori parole disconnesse che di francese avevano solo la « r » moscia! Oggi dappertutto si respira una certa aria di « fancazzismo » totale, il mio vicino di scrivania è da due ore che sta giocando a tetris, io è da due ore che sto tentando di concentrarmi sulla ricerca di una normativa ambientale, ma dal momento che la ricerca su Google non ha dato i suoi frutti ho optato per YouTube : vi assicuro che è stata una ricerca molto piú divertente ! Provate a dare un’occhiata al video di seguito…
Friday, April 6, 2007
Buona Pasqua a tutti!
Il nome Pasqua deriva dal latino pàscha. Pàscha deriva a sua volta dall’ebraico pesah, ovvero “passaggio”, perché per gli Ebrei la Pasqua è la festa che ricorda la liberazione dalla schiavitù d’Egitto con il passaggio del mar Rosso, le cui acque si ritirarono al cospetto del profeta Mosè.
La Pasqua è una delle poche ricorrenze senza data fissa.Il concilio di Nicea del 325 d.C. stabilì che dovesse essere celebrata la prima domenica dopo la luna piena seguente l’equinozio di primavera.
Simboli pasquali
L’uovo al cioccolato (e non dimentichiamo quello sodo col guscio colorato) è forse il simbolo più gustoso della Pasqua.Già i Persiani festeggiavano la primavera scambiandosi uova di gallina.I Romani sotterravano nei campi un uovo dipinto di rosso, per augurare fertilità al raccolto.
La Pasqua fece suo il simbolo dell’uovo primaverile, unendo al significato della natura che torna a fiorire quello della fecondità divina per una vita che non finisce mai.
Farcita, ricoperta, alle mandorle, ai canditi, anche la colomba è squisito dolce pasquale, nonché simbolo della Pasqua che trova motivo nell’episodio del diluvio universale descritto nella Genesi (Genesi 8, 1-14).
La terra era sommersa dalle acque per punizione divina, allorché Noè vide tornare verso l’Arca una colomba recante un ramoscello d’ulivo. Segno che le acque si stavano ritraendo e la terra tornava ad emergere; segno perciò di speranza per una nuova umanità.
C’è poi il coniglietto pasquale, anch’esso al cioccolato, simbolo di Cristo fin dal primo cristianesimo. “Le volpi hanno una tana e gli uccelli un nido, ma il Figlio dell’uomo non ha un posto dove poter riposare” (Luca 9,58). E come Gesù anche la lepre non ha tane né case, indifeso e vulnerabile dalla malvagità degli uomini (si pensi anche all’agnello). La lepre è anche simbolo di nuova vita di primavera: pensando al suo manto che cambia colore secondo la stagione, sant’Ambrogio la elesse a simbolo della resurrezione.
Tuesday, April 3, 2007
A scuola...
Oggi stavo navigando qua e lá su Youtube, quando ad un certo punto sono capitata su alcuni video girati nelle aule di scuola, immagini rubate durante le ore di lezione e spesso di scarsa qualità perchè riprese con telefonini : ce ne sono un’infinità !! Alcuni ritraggono filmati davvero esilaranti, come quello di uno studente universitario che risponde ad un'apparente chiamata urgente al telefonino e poi, congedandosi dal fantomatico interlocutore con «arrivo subito!», si toglie camicia e pantaloni e abbandona l'aula vestito da Superman : http://www.youtube.com/watch?v=ytyYq-MknsY
Mi piacerebbe davvero conoscere questo studente, probabilmente non avrà ancora adesso superato quell’esame, ma sicuramente si sarà conquistato la fama in tutta l’università!
Altre immagini ritraggono invece gli aspetti meno positivi della scuola italiana, in cui gli studenti mancano sempre piú spesso di rispetto ai professori, come quello che ritrae un ragazzo che abbassa i pantaloni al prof. che sta spiegando alla lavagna, lasciandolo in mutande. http://www.youtube.com/watch?v=6nLXTsiNxhs
La moda di rubare immagini durante le ore di lezione per poi pubblicarle in internet sta dilagando davvero sempre piú. Sul Corriere della Sera si legge addirittura che i video realizzati dagli studenti con i telefonini di ultima generazione stanno trasformandosi in veri e propri cortometraggi, con riprese effettuate da diverse angolazioni con la partecipazione di più «cameramen», poi montate al computer con tanto di sottofondi musicali e titoli e didascalie in sovraimpressione. Quello dei video sta diventando, insomma, un problema di dimensioni sempre maggiori e a mio parere a nulla servirà la decisione del ministro di vietare l’uso dei telefonini in classe : ci sono insegnanti che non riescono neppure a far stare seduti in aula degli alunni, figuriamoci se riescono ad impedire loro di usare i telefonini !! Non vorrei finire con la solita frase retorica, ma quando io ero adolescente le cose erano davvero diverse, almeno un minimo di rispetto della figura del prof. esisteva ancora. Eppure cosa c’è di differente in questi ragazzi rispetto alla mia generazione ? Non avevamo forse le medesime speranze, gli stessi problemi e interessi?




