Babbo Natale e la sua slitta "a renne" completamente carica ha preso il volo dal Polo Nord! Per sapere dove si trova esattamente vi consiglio di dare un' occhiata a questo sito. Il radar del NORAD sta seguendo il naso rosso di Babbo Natale e le immagini satellitari offrono una copertura minuto per minuto della sua posizione!
giovedì 24 dicembre 2009
Buon Natale!
A tutti voi che durante il 2009 siete passati di qui lasciandomi un commento o semplicemente leggendo i miei post..... auguro di trascorrere un FELICE NATALE!!!
Babbo Natale e la sua slitta "a renne" completamente carica ha preso il volo dal Polo Nord! Per sapere dove si trova esattamente vi consiglio di dare un' occhiata a questo sito. Il radar del NORAD sta seguendo il naso rosso di Babbo Natale e le immagini satellitari offrono una copertura minuto per minuto della sua posizione!
Babbo Natale e la sua slitta "a renne" completamente carica ha preso il volo dal Polo Nord! Per sapere dove si trova esattamente vi consiglio di dare un' occhiata a questo sito. Il radar del NORAD sta seguendo il naso rosso di Babbo Natale e le immagini satellitari offrono una copertura minuto per minuto della sua posizione!
domenica 20 dicembre 2009
Il vertice di Copenaghen lascia con l'amarezza in bocca
Non avrei mai voluto scrivere queste parole. Ed invece sono costretta a farlo. Il vertice di Copenaghen si è concluso con un nulla di fatto. Un flop enorme. Obama e cinesi invece di impegnarsi per il successo di Kyoto 2 o di un nuovo Protocollo, hanno preferito la via di fuga dell’accordo politico di facciata, che trascura del tutto gli obblighi immediati e affida il compito ai governi futuri. A Copenaghen è apparso evidente che pure Obama, come già Bush, non vuole o non può fare entrare gli Usa nel protocollo di Kyoto aderendo ad una «fase due» del Protocollo. Grandissima delusione questo Obama. E mi fa arrabbiare chi dice che comunque un accordo c'è ed é meglio di niente, quindi tanto vale accontentarsi. Proprio questo è il punto. Il vertice di Copenaghen non aveva come obiettivo quello di trovare un contentino per la popolazione mondiale. Perché il nostro ambiente, come è stato detto più volte, ha bisogno di misure reali, efficaci ed immediate. Questo è l'unico modo per ridurre le emissioni di CO2. Non volevamo parole o contentini ma chiedevamo ai nostri politici fatti. Fatti che ancora una volta non sono stati in grado di darci, mettendo al primo posto l'economia piuttosto che la salvezza del nostro pianeta. Forse ai nostri politici non è chiaro dove ci porterà il continuo riscaldamento globale. Forse esistono ancora persone che non ci credono all'innalzamento della temperatura, che non la prendono sul serio. Bene, venite a spiegare tutto questo alla sottoscritta che tutti i giorni, per lavoro, contabilizza le emissioni di CO2 di ogni attività umana....Davvero duro da mandare giù.

domenica 13 dicembre 2009
Copenhagen: dopo la prima settimana
La prima settimana si è conclusa con un nulla di fatto e tante divergenze. Nessun accordo per ora che protegga il futuro del pianeta e le situazioni piú delicate, come quella delle isole che, messe in crisi dall’innalzamento dei mari, chiedono di limitare a un grado e mezzo l’aumento della temperatura. Soddisfazione e disappunto a Copenhagen per il fondo “fast start” con cui i paesi dell’Unione europea si impegnano ad aiutare i paesi in via di sviluppo a dotarsi di tecnologie verdi. Secondo molti i 7,2 milioni di euro promessi dall’Unione Europea ai paesi più poveri non sarebbero sufficienti. Secondo altri invece questo sarebbe un buon inizio. Forse - aggiungo io - sarebbe meglio aumentare questa cifra ma per destinare il surplus alla lotta contro la fame dei paesi più poveri, perchè in Africa una minaccia reale è non solo il riscaldamento globale ma anche la mancanza di cibo.Intanto, decine di migliaia di militanti hanno manifestato a Copenaghen, chiedendo azioni decise nella lotta contro i cambiamenti climatici.
Enorme lo scontento dei dimostrati dopo questa prima settimana: le proposte fatte finora nel quadro delle negoziazioni ufficiali, i 7,2 milioni di euro dell’Europa a favore dei paesi piú poveri, il rialzo termico fissato a un grado e mezzo, massimo due, sono giudicati poca cosa rispetto all’entità del problema. Tafferugli a parte dei soliti quattro (inevitabili), il corteo che ha sfilato per ore è stato pacifico, fatto da persone venute da ogni parte del mondo per chiedere un accordo rapido e giusto sulla lotta ai cambiamenti climatici.
Ora tutti guardano al 18 dicembre, quando arriveranno i capi di stato, tra cui il presidente degli Stati Uniti, che devono fare di piú: come ha detto Hugh Cole, rappresentante dell’organizzazione non governativa Oxfam, “Dobbiamo reagire, il tempo scorre veloce. Possiamo negoziare sul clima ma non negoziare con il clima”.
L'importante è che i grandi del mondo capiscano che quella del riscaldamento globale è ormai una emergenza reale.
domenica 6 dicembre 2009
Inizia il vertice di Copenhagen

Eccomi tornata! Non ho deciso di abbandonarvi definitivamente, no no, almeno non per ora! È solo che sono stata parecchio impegnata... Lo scorso weekend infatti ho fatto una capatina nella città di James Joyce, caratteristica per la sua birra, gli U2 e... la pioggia! Il motivo però per cui sono tornata a scrivere su questo blog è un altro: da domani avrà inizio il tanto atteso summit di Copenhagen sul clima. I grandi del mondo si riuniranno per decidere cosa fare delle sorti del nostro pianeta. E allo stesso tavolo si sederanno Cina e America. Inutile dire che le aspettative di questo incontro sono enormi. Mi auguro che si vada oltre ad una legge sui limiti di emissione di CO2 rispettata praticamente da nessuno (e l'Italia è tra questi...). Mi aspetto azioni concrete per una volta tanto. Certo non è cosa facile ma la speranza daltronde è l'ultima a morire. Intanto c'è chi si sta preparando al peggio. In Bangladesh si insegna ai bambini a tenersi per lo meno a galla. Il Bangladesh è infatti al primo posto del «Global Climate Risk Index», la lista dei Paesi più esposti agli effetti del riscaldamento e anno dopo anno è sempre più soggetto ad inondazioni. Staremo a vedere, mi piacerebbe tanto ritornare tra 10 giorni a parlare su questo blog di decisioni positive e promettenti prese dai politici del mondo, una volta tanto....
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