Williamson è un pazzo visionario che continua a negare l'esistenza delle camere a gas. Nei campi di concentramento nazisti sarebbero morti al massimo due o trecentomila ebrei e non per il gas. Queste affermazioni le potete ascoltare con le vostre orecchie nel video sotto, in cui si riporta uno spezzone di una intervista fatta a Williamson e trasmessa dalla televisione svedese pochi giorni fa.
In tutta questa storia alquanto sconvolgente che vede da una parte un ribelle che decide di svegliarsi un giorno e proclamare quattro vescosi in segno di protesta, dall'altra un pazzo (non mi viene in mente un altro sostantivo più appropriato) che nega in parte l'Olocausto, l'aspetto ancora più stupefacente è la decisione di Benedetto XVI di revocare la scomunica. Decisione che arriva tra l'altro a pochi giorni dalla giornata di commemorazione dell'Olocausto (27 gennaio).
Il papa ha giustificato la sua scelta con il desiderio di garantire l'unità del popolo crisitano, mantenendo una posizione di assoluto distacco dalle affermazioni fatte da Williamson sull'Olocausto. Nonostante questo però non comprendo la decisione del papa. Perchè voler ristabilire "una comunione" con dei pazzi visionari che negano la morte di migliaia di persone, dichiarando così implicitamente che milioni di ebrei avrebbero raccontato il falso inventandosi dettagli sulla deportazione? E' inevitabile che il primo pensiero sia che la Chiesa sostenga le idee di Williamson. E' più importante la "piena comunione" o la sofferenza e l'umiliazione di milioni di ebrei il cui ricordo continua ad essere infangato?






