Ho terminato di leggere anche il secondo libro di Saviano "La bellezza e l'inferno". Questo libro è una raccolta di scritti del 2004-2009. Volete sapere la mia impressione? Ancora una volta Saviano ha centrato il bersaglio. Va dritto al cuore e ti lascia senza fiato. Ma quello che colpisce di più sono i racconti della sua vita attuale. Saviano ha 3 anni in più di me e da quando ha scritto e pubblicato Gomorra la sua vita ha subito un drastico cambiamento. Perennemente sotto scorta, deve cambiare spesso il luogo in cui vive. Spesso fatica a trovare persino qualcuno che gli affitti una casa perchè ha paura. Saviano non può uscire tranquillamente a bersi una birra con i suoi amici. Ogni suo incontro, ogni sua uscita è attentamente controllata. Controllata dalla scorta con lo scopo di difendere la sua vita, controllata dalla mafia con lo scopo di farlo fuori una volta per tutte. Come lui stesso dice alla fine del suo libro "Chi scrive muore". Questo lui lo sa, l'ha sempre saputo e nonostante ciò ha scritto. Molti suoi conoscenti, suoi compaesani, dicono che Saviano in un certo senso se l'é cercata. Quindi oltre il danno, anche la beffa. C'è chi cerca di ucciderlo e chi cerca di diffamarlo. Roberto Saviano è a tutti gli effetti un martire della società moderna, pronto a sacrificare la sua vita per la patria. Ha deciso di vivere in un inferno la sua vita pur di scrivere quello che sapeva. Quanti l'avrebbero fatto al suo posto? Nel sud d'Italia in cui vige l'omertà Saviano è andato contro corrente, sfidando tutti e tutto. Quanti a soli 30 anni avrebbero avuto il suo coraggio?
Così scrive Saviano nel suo ultimo libro: "Sabato, domenica, giorni mortali. Nel ventre quasi vuoto e immobile di una grande, vecchia balena fatta per operare. Mentre fuori intuisci movimento, senti grida, c'è il sole, è già estate. E capita che sai pure dove sei, sai che se potessi uscire, in due minuti passeresti davanti alla tua vecchia casa, la prima dove ti dissero "mo' finalmente te ne stai andando", e in altri cinque o dieci saresti al mare. Ma non puoi farlo. Però puoi scrivere. Devi scrivere. Devi e vuoi continuare." E continua a scrivere, Roberto, ti prego. Continua a credere che il mondo possa migliorare, le cose possano cambiare. L'Italia ne ha bisogno e un testo pericoloso può far più paura di molte parole al vento.
domenica 22 novembre 2009
giovedì 5 novembre 2009
Un anno dopo
"Se c'è qualcuno che dubita che l'America sia un posto dove tutte le cose sono possibili, che ancora si pone domande sul potere della nostra democrazia, stasera è arrivata la risposta."
Così diceva Obama il 4 Novembre 2008 dopo la sua vittoria. Lui rappresentava la risposta ai dubbi del futuro dell'America.In realtà ad essere proprio precisi le risposte dell'operato di Obama non sono ancora arrivate a distanza di un anno dalla sua elezione. Faccio alcuni esempi. Clima: Obama ha promesso una rivoluzione sul piano energetico e vuole collaborare con il mondo in tema di cambiamento climatico. Per ora ancora alcun risultato, forse colpa della crisi che ha tolto i capitali da investire nel tema ambiente. Troppo presto per i giudizi, staremo a vedere.
Guantanamo: la prigione avrebbe dovuto essere chiusa entro il 2010. Per ora ancora nulla di deciso, la sua chiusura appare comunque molto difficile.
Afghanistan e Iraq: per ora Obama sta temporeggiando, non ha deciso cosa fare, ha iniziato il lento disimpegno dell'Iraq, ma nessun risultato ancora.
C'è una cosa fondamentale che però Obama ha fatto in questo anno. Ed è stato cambiare l'immagine dell'America agli occhi del resto del mondo. Il 9 ottobre Obama vince il Nobel per la Pace. Nel resto del mondo rappresenta ancora la speranza verso un cambiamento, un futuro migliore. Il resto del mondo ha ancora fiducia in Obama. Ed anche io ne ho. Troppo presto dopo un anno esprimere giudizi. Voglio credere che Obama stia seminando il terreno su cui raccoglierà i frutti nel prossimo futuro. Staremo a vedere.

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