domenica 22 aprile 2012

Viaggio a Dusseldorf

Questa settimana é stata ricca di impegni e riunioni di lavoro. In particolare, sono andata in Germania, a Düsseldorf, per uno di quei viaggi di lavoro lampo in cui le uniche cose che vedi sono l'aeroporto, la tua stanza d'albergo e la sala riunioni dell'azienda in questione. Insomma, chi legge questo blog sa quanto io sia poco fan dei viaggi di lavoro... appunto perché sono una persona che adora viaggiare! (ma nel senso di vistare, scoprire...) Vabbé, comunque mercoledì pomeriggio sono atterrata a Düsseldorf. Ad attendermi ci sarebbe dovuta essere una persona di cui conoscevo solo il nome e una foto. Sapevo che era una ragazza bionda, con gli occhi azzurri, sulla quarantina, di nome Siska. Esco dalla sala degli arrivi dell'aeroporto, fiduciosa di trovare la mia accompagnatrice, ma subito le speranze svaniscono quando mi accorgo che fuori  c'é un sacco di gente ad aspettare e la metà sono donne bionde con gli occhi azzurri. I miei occhi iniziano a vagare alla ricerca del mio nome su un cartellone, come si vede spesso nei film, ma niente. Attendo per un po' che qualcuno venga a chiedermi "Ms Laura?". Ma niente. Quindi inizio a guardarmi meglio intorno e a chiedere a due, tre persone se per caso fossero Siska. Anche questo senza risultato. Dopo un po' vedo arrivare una donna bionda, tutta trafelata, mi corre incontro. Siska era in ritardo: ecco sfatato un altro mito che i tedeschi sono precisi e puntuali. Dopo le dovute presentazioni e scuse, Siska mi confida che deve assolutamente comprarsi uno shampoo. Andiamo in un supermercato dell'aeroporto e iniziamo la ricerca. Siska vorrebbe avere un parere su quale shampoo comprare ma ben presto si accorge che la sottoscritta non capisce una cippa di quello che é scritto sullo shampoo in tedesco, quindi lascia perdere, ne afferra uno e si dirige alla cassa. Usciamo nel parcheggio, identifichiamo la macchina dopo alcuni attimi di smarrimento e poi ci dirigiamo all'uscita del parcheggio. Problema: Siska non conosce la strada e a quanto pare non sa neppure come funziona il suo gps. Non ne vuole sapere di accostare per concentrarsi sul gps, siamo in ritardo, quindi meglio fiondarsi nell'autostrada (dove, sottolineo, non ci sono limiti di velocità) e provare ad impostare il gps guidando. Dopo aver rischiato di uscire fuori strada più volte, di tamponare un camion e esserci fatte insultare da alcuni automobilisti tedeschi inferociti, parcheggiamo in un'area di sosta. Il problema à che Siska non riesce a far parlare il gps, sembra che il volume sia a zero. Devo prendere in mano la situazione: il gps ovviamente é in tedesco quindi non capisco assolutamente nulla di quello che c'é scritto, la mia attenzione si focalizza sull'unico tasto in inglese "setup". Basta un semplice click e compare la magica scritta "volume". Possiamo riprendere finalmente il nostro viaggio: una lunga ora di tragitto passata ascoltando musica hard rock in tedesco con Siska che cantava a scuarciagola. Arriviamo in albergo, tutti sono già a tavola. Siska si scusa in tedesco (e non escludo che abbia dato la colpa all'italiana sempre in ritardo...). Ordiniamo subito e io cerco di parlare a gesti con la cameriera che non parla una cippa di inglese. Vabbé, poco male, tanto io mica devo parlare tutta la serata con la cameriera, io devo parlare con le persone al mio tavolo. Inizio a presentarmi, a parlare del lavoro, vado subito al sodo di quell'incontro, non voglio perdere ulteriore tempo, in più i tedeschi amano l'efficacia. Gli altri mi guardano con sguardi attenti, segno che stanno seguendo ciò che dico. Dopo alcuni minuti mi interrompo per chiedere il loro parere. A quel punto uno di loro mi confida che a parlare inglese a quel tavolo siamo solamente in tre, io, Siska e lui. Perfetto. Quindi non hanno capito nulla. Ma come cavoli facciamo se io non parlo tedesco? Momento di silenzio finché uno di loro sorridendo mi dice: "But I can speak a little of italian. I can say for example: bunga-bunga." Il resto della serata l'ho passato mangiando bistecca e bevendo birra, tanta birra.


7 commenti:

  1. Carino il post, ma quanta amarezza :(

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    1. Già, non c'é molto da ridere purtroppo...

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  2. Conosco Dusserdolf ci sono stato più volte avendo una sorella che vive a Duisburg... E capisco benissimo come ci si sente a quelle battute...

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    1. Bene, perché io non l'ho vista affatto! Ti prego, dimmi che é brutta e non vale la pena visitarla ;-)

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  3. Forse era meglio se visitavi la città ....Un viaggio lampo poco soddisfacente sembra davvero tempo perso.... La porx volta lascia perdere Siska, prendi un taci e almeno un giretto turistico te lo fai.

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    1. Hai assolutamente ragione! Ma quando si viaggia per lavoro tra riunioni varie non si ha molta libertà purtroppo...Inoltre la riunione era ad 1 ora da Düsseldorf :(

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