venerdì 29 dicembre 2006

Quando finirà?

Sangue, sangue e ancora sangue. La violenza umana sembra non cessare mai. In Somalia la gente si sta massacrando senza che nessuno intervenga, causa: mancanza di pozzi petroliferi. I bambini in Somalia piangono ma nessuno andrà ad alleviare le proprie sofferenze questa volta, l’Africa non è l’Iraq. Accendo la televisione e si parla di violenza in Brasile: gang di giovani ragazzi stanno regalando violenza a innocui passanti. La spirale della guerra continua senza arrestarsi e nelle strade scorrono fiumi di sangue. E’ proprio così difficile, quasi impossibile, porre fine a tutta questa violenza? La pace è davvero una richiesta così folle? Mi viene la nausea a sentire le notizie del telegiornale. Ma fino a dove può spingersi la stupidità umana?
L’ultima notizia: la pena di morte per Saddam. Al sangue versato a causa di quest’uomo, si aggiungerà ancora altro sangue, il suo questa volta.
Il 2006 si conclude macchiato da guerra e violenza, nulla di promettente per il nuovo anno…

martedì 26 dicembre 2006

Dopo la grande abbuffata…

E’ passato. Ne abbiamo parlato per settimane e atteso impazientemente con tanto di luci per le strade, alberi addobbati nelle proprie case e persino il tradizionale presepe (allestito solo in qualche caso, però, perché troppo “religioso”). Abbiamo corso affannosamente da un negozio all’altro alla ricerca del regalo adatto, interi sabati pomeriggio passati a curiosare tra le vetrine, incontrando qua e là qualche Babbo Natale. Ci siamo allenati per il tradizionale cenone o pranzo di Natale (a seconda delle usanze) organizzando la cena con i soliti amici, quella con i colleghi di lavoro, quella con gli amici che incontri solo una volta all’anno (prima di Natale appunto), quella con gli ex compagni di università. E poi il fatidico giorno è arrivato. Si inizia con lo scambio di regali, si spacchetta velocemente spinti dalla curiosità di sapere cosa nasconde la carta rossa argentata e guardando impazientemente la reazione dell’altro/a a cui si è fatto il regalo, proseguendo poi con il consueto interrogatorio “Ti è piaciuto? Davvero? No perché se no te lo cambio!” aggiungendo subito dopo una frase che mira a sottolineare l’impegno messo e la fatica per l’acquisto di quel regalo “Ho girato tutti i negozi per trovarlo!”. Alla fine però si rimane sempre con il dubbio se quello che si è donato sia effettivamente piaciuto o no….. Io mi ritengo fortunata, in quanto questo anno ho apprezzato tutti i regali che ho ricevuto, ma può capitare di non azzeccare il regalo o di essere delusi dal dono ricevuto… Ad ogni modo con un’abbuffata di quattro ore e il tradizionale cinema serale, come tutti gli anni è trascorso velocemente e la gioia legata alla sua attesa ha lasciato spazio alla pesantezza e alla nostalgia per un Natale ormai passato.

venerdì 22 dicembre 2006


A quelli che mi hanno detto "Ti voglio bene"

A quelli che sorridono ogni giorno

A quelli che pensano agli altri

A quelli che mi hanno detto "Mi mancherai"

A quelli che hanno visitato e commentato questo blog

A quelli che hanno aiutato qualcuno in difficoltá

A quelli che si emozionano di fronte alle cose semplici

A quelli che si rattristano quando vedono un animale che soffre


desidero augurare di cuore.......


mercoledì 20 dicembre 2006

Rifiuti: le discariche scoppiano. Quale altra soluzione?

Il mercato legato al waste-to-energy, gli inceneritori con recupero energetico o termovalorizzatori, sta vivendo un momento di grande slancio grazie anche all’attenzione politica sulla materia. Si sta rivelando infatti estremamente importante per alleviare la pressione sulle discariche e per eliminare rifiuti che non possono essere riciclati. Inoltre negli impianti waste-to-energy l’energia generata viene utilizzata per alimentare lo stesso impianto o a favore della comunità locale.
Un mercato che si sta sviluppando lentamente e a fatica anche in Italia, paese con una storia difficile in materia ambientale, con gravissime emergenze rifiuti, come quella verificatasi in Campania, e continui sequestri di discariche abusive.

Una recente analisi di Frost & Sullivan stima che il mercato europeo degli impianti waste-to-energy ha prodotto introiti pari a 1,8 miliardi di dollari nel 2005 e che, nel giro di quattro anni, questa cifra raggiungerà i 2,7 miliardi di dollari. “Normative sulle discariche e volumi di rifiuti in costante e impressionante aumento stanno spingendo molti Paesi europei a rivedere le strategie di gestione dei rifiuti – spiega John Raspin, direttore dei settori Energia e Ambiente per Frost & Sullivan -. La Direttiva europea sulle discariche, che pone obiettivi per la riduzione dei rifiuti biodegradabili urbani (BMW) da mandare in discarica, offre un enorme potenziale di crescita”. Questa direttiva, associata alla carenza di spazio nelle discariche in Europa, sta spingendo a guardare a strategie alternative per lo smaltimento dei rifiuti, fra cui appunto la termovalorizzazione. Se la produzione di BMW dovesse continuare a crescere, sarà necessario dirottare maggiori quantità di rifiuti dalle discariche ad altri impianti ed è per questo che l’incenerimento diventerà sempre più necessario.Attualmente, più di 400 impianti di waste-to-energy in Europa processano circa 50 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani all’anno. Numeri che sono destinati ad aumentare come effetto della Direttiva Discariche dell’Unione Europea. Si prevede, infatti, che oltre 100 nuovi impianti o linee saranno installati in Europa entro il 2012.

Nonostante i vantaggi di questa tecnologia, si registra una notevole opposizione da parte di gruppi ambientalisti e comunità locali riguardo alla sicurezza del processo di incenerimento dei rifiuti. Spesso questa opposizione è causata da un’informazione poco chiara sull’argomento da parte della comunità locale. Da anni si batte contro gli inceneritori anche Beppe Grillo sul suo blog, come ad esempio in questo articolo. Secondo lui i Cip6-Certificati Verdi dei finanziamenti a inceneritori, centrali a carbone e scarti petroliferi 'assimilati' alle energie alternative è una truffa poichè l’energia prodotta dall’incenerimento dei rifiuti non puó essere considerata energia alternativa. Inoltre lo stesso Beppe Grillo ha parlato sul suo blog di una ricerca svolta da ricercatori italiani che avrebbero individuato nei fumi emessi da un inceneritore la presenza di nanoparticelle, altamente cancerogene. Le nanopolveri sono polveri con un diametro compreso fra 2 e 100 nm. Secondo alcuni queste sarebbero responsabili di patologie specifiche (nanopatologie), ma gli studi, fino ad ora, non hanno portato a nessuna prova epidemiologica. Questa ricerca non è ancora stata portata a termine (cosa che è stata impedita facendo sparire il microscopio): effettivamente studi andrebbero ancora realizzati per confermare l’ipotesi fatta dai ricercatori ed è questo che si sta cercando di fare acquistando un nuovo microscopio ai ricercatori. Altro problema: la sensibilità degli attuali strumenti di controllo sulle emissioni apprezza ordini di grandezza del micron. Gli strumenti non sono in grado di rilevare particelle ancora più fini, sulle quali non esistono limiti di legge.

Ma se aboliamo l’uso degli inceneritori, quale puó essere l'alternativa?
Non è vero innanzitutto che si puó puntare solo sulla raccolta differenziata. Attualmente, purtroppo, non è possibile realizzare un ciclo chiuso dei rifiuti (con tutta la buona volontà e l'impegno nell'effettuare la raccolta differenziata). Sicuramente, puntando sul riuso (vuoti delle bottiglie riconsegnati ai supermercati e riutilizzati dopo sterilizzazione, è quello che attualmente si sta facendo in Olanda e in altri paesi), incentivando la raccolta differenziata (vetro, carta, plastica, alluminio e umido), istruendo le aziende ad utilizzare meno imballaggi e riciclabili, si puó ridurre di molto la percentuale dei rifiuti da smaltire.

Ma l’indifferenziato dove lo mettiamo?
Con le discariche riempiamo il suolo di rifiuti e dopo decine di anni questi percolano nel suolo,raggiungendo le falde idriche e provocando gravi problemi di contaminazione(perchè è impossibile che tutte le discariche esistenti attualmente in Italia siano costruite a regola d'arte e abbiano un funzionamento ottimo, senza perdite, per decine di anni anche dopo il loro esaurimento, quando l’attività di biodegradazione dei rifiuti continua) senza contare che occupano spazio che prima o poi finirà.
Attualmente non esistono altre tecniche di smaltimento dei rifiuti. Quella che consente di minimizzare l’impatto (secondo gli studi attuali) e ridurre i volumi è proprio l’incenerimento. Per questo motivo nel resto d’Europa si sta puntando molto su questa tecnologia. Nelle università si insegna che il 99% delle diossine è attualmente eliminabile dai fumi cosí come il PM10. Attendo ulteriori risultati per quanto riguarda lo studio sulle nanoparticelle.

Ora perchè in Italia come al solito si cerca di terrorizzare la gente con false notizie? E i cementifici, per esempio, non immettono anche loro particolato fine e finissimo? Se non vogliamo l’incenerimento, cosa possiamo fare? Continuare a mandare i nostri rifiuti alla Germania che li brucia con l’incenerimento non è certo una soluzione!

sabato 16 dicembre 2006

Aspettando il Natale...

Eccoci arrivati, ultimo weekend prima di Natale. E le strade si riempiono di persone che migrano all’impazzata da un negozio all’altro alla ricerca degli ultimi regali. Ebbene sì, devo dire che anch’io oggi ho preso parte a questa transumanza, cercando tra gli scaffali l’oggetto giusto e facendomi largo tra la gente,non senza fatica. E anche qui, come in ogni città medio grande della Svizzera che si rispetti, è arrivato il mercato di Natale! Che bella l’atmosfera natalizia, con le mille luci, gli alberi di natale, le bancarelle che vendono candele e saponi (sapete che ho trovato pure il sapone alla renna nera??). Ecco che mentre giro per il mercato vedo un tizio che vende il vino caldo: buono e anche questo tipicamente natalizio! Toh, c’è anche il presepe con Gesù, Giuseppe e Maria! E sotto una tenda c’è un allegro gruppetto che canta a cappella canzoni natalizie! Faccio una breve sosta per ascoltare l’inno svizzero. Sento un clacson in lontananza e penso che siano i soliti bulletti che passano in centro con le macchine per fare casino, ma poi guardo meglio e….cavoli ma è Babbo Natale che arriva a bordo di una chevrolet bianca tutta addobbata con fiocchi e fiocchetti: questa davvero non l’avevo mai vista…
Mi allontano un po’ sconcertata pensando al nesso Babbo Natale-chevrolet (quando ero piccola mi avevano sempre raccontato che Babbo Natale arrivava su una slitta trainata dalle renne,certo era una slitta superaccessoriata, gli consentiva persino di volare tra i tetti!Ad ogni modo, può essere che ora abbia optato per una chevrolet super accessoriata! ) quando ad un certo punto vedo una tenda con un sacco di gente affollata: che sarà mai? Mi avvicino e vedo …..TRE DROMEDRARI!!
E certo,perché in ogni città ci sono i dromedari quando si avvicina il natale, è un elemento essenziale delle festività!!! Ma non è finita: c’è anche la possibilità di fare un giretto per la città a dorso del dromedario! Che genialata! A parte la polemica sul Natale=festa consumistica, penso che gli occhi tristi di quei poveri animali rinchiusi in quella piccola tenda e frastornati da tanta gente, fossero sufficientemente espressivi,più di ogni altra parola detta o scritta su questa festività….Magari il prossimo anno ci saranno pure le renne…

venerdì 15 dicembre 2006

Lavorare in Cina

Ci risiamo, l’ennesima notizia di sfruttamento della manodopera dalla Cina. Ancora una volta diritti umani calpestati e violati. Si legge sui giornali che piú di 100 donne che lavoravano in un’industria nel sud della cina a Guangdong sono state intossicate da cadmio, 3 persone sono morte e altre si sono ammalate. I vapori di cadmio sono altamente tossici e in casi estremi possono portare a danni ai reni fino alla morte. Da analisi effettuate, nelle lavoratrici sono stati trovati livelli di cadmio 10 volte superiori al normale. Ma la cosa piú sconvolgente è che da tre anni queste donne si stanno battendo, sostenute anche dalle autoritá locali, affinchè l’azienda venga punita e paghi i danni. Ma, da quanto viene riferito, per ora nulla è stato ancora fatto. Anzi molte di esse hanno detto di aver ottenuto offerte di pagamento nel caso in cui avessero lasciato il lavoro spontaneamente. Vogliono spingere le lavoratrici ad andarsene cosí l’azienda non è responsabile di nulla.
Significa quindi che questa compagnia, dopo 3 anni, non è ancora stata punita? Stiamo parlando di 100 donne intossicate da cadmio sul lavoro, roba da far accapponare la pelle! Ma possibile che non esista una legge di tutela dei lavoratori in Cina? Siamo nel 2006 e questo è il prezzo che la Cina è disposta a pagare pur di divenire una potenza mondiale. Un fatto del genere da noi avrebbe avuto una risonanza enorme, mentre in questo caso alla notizia è stato dedicato un piccolo trafiletto (neppure chiarissimo) e per di piú anni dopo l’accaduto. Ma quanto vale una vita umana in Cina?

mercoledì 13 dicembre 2006

“Come fate?”

Oggi mentre navigavo nella blogsfera ho letto la storia di una ragazza di 30 anni, Sara, che ha deciso di aprire un blog per protestare contro la sua situazione di precariato, in cui si trova da anni, concedendo una notte di sesso gratuito a chiunque fosse in grado di offrirle un posto di lavoro a tempo indeterminato con uno stipendio minimo di milleduecento euro. Questo blog è stato visitato da oltre 300000 persone, i commenti sono arrivati da tutto il mondo e alcune televisioni e giornali italiani ne hanno anche parlato. Premetto che io non ne avevo mai sentito parlare essendo il post datato il 15 settembre, cioé quando io giá non ero piú in Italia. Sara ha poi lanciato un altro appello: tutti i blog il 13 dicembre dovranno scrivere un post dedicato al precariato. Ora, quello dei blog non penso assolutamente che sia il mezzo piú idoneo per far sentire la propria voce, ma voglio comunque scrivere qualche riga a proposito perchè questa situazione mi tocca personalmente e mi fa paura.
Mi fa schifo che un giovane dopo la laurea sia costretto a fare stage gratuiti per anni (ma che storia è questa? Lo stage non retribuito esiste solo in Italia), che esistano tutti questi contratti del cavolo Co.co.pro, co.co.co, co.co.dè, che come riportato da numerose statistiche molti giovani in Italia non vedano un futuro per la propria carriera lavorativa, a 20 anni siano giá preoccupati per la loro condizione lavorativa e siano costretti a vivere fino a 30 anni con i genitori perchè il contratto a stage non gli consente di affittare una appartamento in cittá e di mangiare tutti i giorni! A proposito di questo, ieri parlando con una mia amica che vive negli Stati Uniti mi ha detto: “Ho letto sui giornali la situazione per i giovani in Italia per quanto riguarda il lavoro, ma come fate? Poverini....” Giá è questo quello che pensano di noi all’estero “poverini”! Secondo una signora tedesca che conosco e che ha lavorato in Italia, il Bel Paese è veramente il paese dei miracoli, perchè con tutti i problemi che abbiamo di lavoro e stipendi riusciamo comunque a tirare avanti: anche lei mi ha chiesto “Come fate?”
Il problema della disoccupazione e del precariato oggigiorno riguarda un po’ tutti i paesi dell’Europa, dalla Svizzera alla Germania alla Francia, ma credo che raggiunga veramente il culmine in Italia.
Penso che questa sia una situazione difficile da risolvere perchè i nostri governi (e sia ben chiaro, ho parlato al plurale, includendo sia la destra che la sinistra che il centro) fanno davvero schifo e non hanno assolutamente intenzione di cambiare la situazione. E intanto l’Italia continua a scioperare con questi scioperi generali che ci rendono molto popolari all’estero (l’ennesimo è previsto per venerdí). Il mio consiglio per i giovani? Se hanno la possibiltá, andare via dall’Italia e cercare un lavoro all’estero il prima possibile...Nessuno vorrebbe abbandonare il proprio paese ma credo che per molti di noi non ci sia davvero scelta. (Un inciso: i miei colleghi, che stanno facendo uno stage, con il loro stipendio riescono a pagarsi l’affitto di un appartamento in centro tutto per loro, la palestra piú figa della cittá e a uscire tutte le sere per bere birra a fiumi...e vi ricordo che sono in Svizzera, dove tutto è piú caro dell’Italia)

lunedì 11 dicembre 2006

Milano...

Questo weekend sono stata a Milano , alla fiera degli O Bej O Bej. La fiera era di per sè carina. Con le sue bancarelle colorate e le mille luci almeno rendeva colorata una città che è sempre grigia: grigio il cielo, un po’ per il cattivo tempo un po’ per per la cappa di smog che opprime la città per 365 giorni all’anno; grigi i muri dei palazzi, anneriti dallo smog, dalla vecchiaia e dalle scritte dei soliti deficienti che hanno un bisogno assoluto, poverini, di potersi esprimere (e io continuo a chiedermi, non possono esprimersi sul muro della loro stanza?? Vabbè....); grigie, o meglio, nerissime per la rabbia e lo stress le facce delle persone che si incontrano per la strada: quella dell’arrabbiatura credo che sia una caratteristica presente nei milanesi tutti i giorni dell’anno, festività comprese. Milano, con i suoi i negozi chic, i locali alla moda, il duomo e il castello sforzesco, puó sembrare bella per un weekend, ma superato quel limite temporale si incomincia a non soffrirla piú. Milano è invivibile: triste, caotica, inquinata. Sul blog di Beppe Grillo si legge che nella città da inizio anno ci sono stati 812 feriti e 11 morti tra i ciclisti e 1.290 feriti e 26 morti tra i pedoni. Non capisco proprio come molte persone riescano a viverci, pochi secondo me lo fanno per scelta, molti sono obbligati per motivi di lavoro. E i primi sintomi di questo cocktail micidiale tra smog, stress e incazz...ura perenne si stanno già manifestando tra la popolazione indigena: da quanto apprendo sul tgcom, nella notte di sabato uno strano avvistamento si è verificato nel cielo di Milano. "Ho visto cinque strane stelle - dice un fotografo che ha notato il fenomeno e lo ha fotografato - Stanno ferme e poi si muovono". Alieni venuti direttamente da Marte per sferrare un attacco alla città? Effetti mutageni sulle stelle causati dal micidiale smog di Milano? O piú semplicemente visioni provocate dall’esposizione prolungata alla vita cittadina? A voi l’ardua sentenza.

giovedì 7 dicembre 2006


Io non sono come quella Musa
ispirata alla poesia da bellezze artefatte,
che usa come ornamento il cielo stesso
ed ogni beltà compara al suo splendore,
raggruppando in solenni paragoni
sole, luna, terra e del mar le ricche gemme,
i primi fiori dell'Aprile e quanto di prezioso
racchiude il firmamento in questa immensa volta.
Onesto in amore, permettete ch'io scriva il vero
e poi credetemi, il mio amore è bello quanto
il figlio di ogni madre, anche se non brilla
come quei lumi d'oro fissi nel firmamento:
lasciate esagerare chi ama frasi di grande effetto;
io non vanterò chi non intendo vendere.

mercoledì 6 dicembre 2006

S. Nicola

Ciao a tutti!!

Oggi qui è stata la festa di S. Nicola di Bari e per tradizione ogni bambino ha ricevuto in dono dei dolci: anch’io ovviamente ho ricevuto il mio bel sacchetto pieno di cioccolato e dolciumi vari (anzi per l’esattezza ne ho ricevuti due..ih!ih!ih!) Io questa festa a dire il vero non l’avevo mai sentita, mi hanno detto che si festeggia qui, nel nord della Francia e in Germania. Voi la conoscete?
Prima di andare a nanna volevo inoltre informarvi che oggi ho visitato per la prima volta un depuratore per acque industriali… uaoooo!! Enorme!! Peccato che parlassero tutti tedesco e io non capivo niente (ma il depuratore me lo sono fatto spiegare in inglese). Ho deciso: devo incominciare a studiare il tedesco (prima o poi…)!

Buona notte!
Bacini dalla Svizzera…

lunedì 4 dicembre 2006

É lecito porre fine alla propria vita?

Stasera mentre navigavo in rete alla ricerca di notizie dall’Italia, ho letto che il Ministro della Salute Livia Turco ha insediato la “Commissione sulla terapia del dolore, le cure palliative e la dignità del fine vita”. Questa commissione, coordinata dalla stessa Livia Turco, secondo quanto si legge nell’articolo, ha come finalità quella di elaborare un documento di riferimento generale sullo stato dei servizi e delle procedure inerenti la terapia del dolore, le cure palliative e le cure di fine vita. Questo articolo ha catturato la mia attenzione non solo perché in questi giorni si sta di nuovo parlando moltissimo del problema eutanasia, riportato alla ribalta dal triste caso di Piergiorgio Welby, ma perchè il destino vuole che proprio stamattina abbia discusso di questo delicato argomento con una persona di mia conoscenza.
Questo signore mi ha raccontato la vicenda di un suo caro amico d’infanzia che 5 anni fa ha scoperto di avere una malattia incurabile che lentamente ha immobilizzato tutti gli arti, fino alla completa paralisi. Se n’è accorto un giorno quando, mentre stava facendo un giro con la sua bicicletta, è caduto 3 volte nel giro di un’ora. Quindi ha deciso di fare una visita di controllo e da lí la triste notizia. Massimo 9 anni di vita. La malattia peró è avanzata piú velocemente del previsto e giá dopo pochi mesi si è ritrovato nel letto senza poter piú muovere le gambe. Lui che era un tipo attivissimo, proprio non ci stava a dover passare gli ultimi anni della sua vita paralizzato. Ha provato piú volte ad alzarsi da solo dal letto quando la moglie non c’era per trascinarsi fino al balcone e buttarsi giú, ma ormai aveva perso del tutto il controllo dei suoi arti per cui non riuscí mai nel suo intento. Ultimamente non poteva piú parlare né tenere su il busto e respirava grazie ad un respiratore artificiale. Qui in Svizzera peró le cose sono diverse rispetto all’Italia… Il suo unico desiderio era morire e la moglie ha deciso di rispettare la sua volontá. Cosí un giorno ha deciso di telefonare ad un’associazione per commissionare il suicidio di suo marito. I tempi di attesa sono lunghi soprattutto perchè si vuole essere sicuri fino all’ultimo che il malato non cambi idea : questo è capitato quattro anni fa. La scorsa settimana Antoine è morto, ha dovuto semplicemte fare una X su un foglio (non riusciva piú a firmare) e bere con le sue stesse mani, in presenza di tre testimoni, un miscuglio di barbiturici appositamente preparato, dopodichè si è lentamente addormentato. Ora bisognerá attendere che il suo corpo venga sottoposto ad autopsia per verificare che la sostanza che lui ha ingerito sia effettivamente nel suo stomaco, questa è una prassi obbligatoria per legge.
Antoine ha voluto farla finita perché non ce la faceva piú a vivere in quelle condizioni, la sua vita era diventata un inferno. E se fosse vissuto in Italia ? Adesso sarebbe ancora nel suo letto a soffrire. Non aggiungo altro.

sabato 2 dicembre 2006

Natale...

Ciao a tutti!
Sono tornata, dopo un lungo pomeriggio trascorso a fare shopping. Migrando da un negozio all’altro, ho incontrato decine di famiglie immerse nella più totale frenesia di fare i regali di natale. Ogni anno è la stessa storia, per me è un vero dramma quello dei regali di natale, vado in panico già un mese prima! E ogni anno le famiglie di molti paesi d’Europa sono disposte a spendere milioni di euro (o di franchi in questo caso) in regali. Ma la cosa che più mi ha colpito oggi è vedere tutti questi addobbi e utensili fatti e confezionati appositamente per Natale, con tanto di fiocchi di neve o Babbi Natale disegnati e colori sgargianti. Non ho visto nulla che richiamasse il vero significato di questo giorno speciale: ci ricordiamo ancora cos’è il Natale? Niente che richiamasse la natività, nessun simbolismo religioso… L’altra sera un mio amico mi ha chiesto che cosa si faceva solitamente in Italia la sera di Natale e io gli ho spiegato che tutti gli anni andavo alla rituale messa di mezzanotte, se potevo assistevo ad un presepe vivente (cosa che qui non sanno neanche cosa sia) e che comunque cercavo di rimanere sempre con parenti e amici…. Lui si è alquanto stupito di questo e mi ha detto che tutti i ragazzi qui solitamente la vigilia di Natale vanno in disco fino al mattino! Ora, mi sono chiesta, ma sono davvero rimasta così indietro?? E io che pensavo che in questa festa qualcosa di vero ci fosse ancora e non fosse diventata solamente una festa consumistica! Bah, comunque a me il periodo di Natale, non so perché, ma mi ha da sempre messo addosso un po’ di tristezza…

venerdì 1 dicembre 2006

É nato!!!

<Eccomi qua, a scrivere il primo post di questo blog...

Innanzitutto perchè questo nome "strane alchimie"? Bhe, per diversi motivi...
Primo perchè richiama il titolo del famoso libro di Coelho, l'Alchimista, che io adoro; secondo perché l'alchimia essendo il precursore della scienza moderna della chimica ha a che fare un po' con quello che sto facendo adesso; in ultimo: chi non è mai stato affascinato dalla storia sulla pietra filosofale e panacea?

"Strane" perchè desidero, voglio assolutamente che questo blog sia qualcosa di non comune, particolare e fortemente personale! Che dite, ce la faró nell'ardua impresa?? Boh, si vedrá...

Infine ho deciso di iniziare questo blog perchè sono in un momento particolare della mia vita: sto vivendo un'esperienza formidabile che desiderei rimanesse bene impressa per sempre! Sono all'estero, da sola, per uno stage, come tanti italiani in giro per il mondo e vi assicuro che non è cosa facile! Bene, questo è anche un modo per instaurare un contatto con l'Italia, che tanto mi manca, ma che purtroppo non è accogliente per noi giovani in cerca di lavoro...

Saluti dalla Suisse!

«L'alchimia serve a separare il vero dal falso» (Teofrasto)


RIMBAUD / A L C H I M I E D U V E R B E
À moi. L'histoire d'une de mes folies. Depuis longtemps je me vantais de posséder tous les paysages possibles, et trouvais dérisoires les célébrités de la peinture et de la poésie moderne.J'aimais les peintures idiotes, dessus de portes, décors, toiles de saltimbanques, enseignes, enluminures populaires; la littérature démodée, latin d'église, livres érotiques sans orthographe, romans de nos aïeules, contes de fées, petits livres de l'enfance, opéras vieux, refrains niais, rhythmes naïfs. Je rêvais croisades, voyages de découvertes dont on n'a pas de relations, républiques sans histoires, guerres de religion étouffées, révolutions de moeurs, déplacements de races et de continents: je croyais à tous les enchantements.
J'inventai la couleur des voyelles! - A noir, E blanc, I rouge, O bleu, U vert. -Je réglai la forme et le mouvement de chaque consonne, et, avec des rhythmes instinctifs, je me flattai d'inventer un verbe poétique accessible, un jour ou l'autre, à tous les sens. Je réservais la traduction. Ce fut d'abord une étude. J'écrivais des silences, des nuits, je notais l'inexprimable. Je fixais des vertiges.
UNE SAISON EN ENFER
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