mercoledì 28 novembre 2007

Campagna contro gli immigrati in Svizzera:è razzismo?

Dalla Repubblica ho appreso che martedì 20 novembre durante l'intervallo della partita amichevole Svizzera-Nigeria è stato mandato in onda uno spot il cui messaggio è in sostanza “Non venite in Svizzera”. Nello spot un immigrato di colore telefona al padre da una cabina telefonica e gli racconta di com'è bella e civile la Confederazione elvetica: in realtà vive sulla strada, s'arrangia con l'elemosina, ed è perseguitato dalla polizia. Questo spot fa parte di una campagna che ha lo scopo di scoraggiare l'arrivo di cittadini africani ed è stato preparato dal dipartimento dell'immigrazione. Si vuole trasmettere il messaggio che in Svizzera non c’è lavoro per tutti, che non è un paradiso. E mentre la linea politica che la Svizzera sta adottando da un po’ di tempo a questa parte è vista con sospetto dall’Europa (considerando anche la vincita alle ultime elezioni del leader di estrema destra Blocher), l’83% dei lettori dello svizzero Sonntags Blick si dice d'accordo e apprezza. Se l’Italia avesse mandato in onda uno spot simile penso che sarebbe successo un gran casino, moltissime le polemiche. Tuttavia io non disapprovo completamente questo spot. La nostra televisione continua a ritrarre il nostro paese come un posto magnifico, dove vivono tutti contenti, nessun problema e lavoro a volontà. La realtà come tutti noi sappiamo è ben diversa e allora perché non rappresentarla così com’è? Perché non dire che l’Italia non è il paese dei balocchi, che l’integrazione per qualsiasi immigrato è difficile, che molti di loro non riescono a trovare un lavoro e finiscono sulla strada? Lo so non è piacevole, ma questa è la realtà. Certe cose vanno detto, dei limiti vanno imposti, sempre con i giusti mezzi, ovvio. Ho trovato invece di cattivo gusto l’immagine pubblicitaria che ho visto in molte strade in Svizzera di una pecora nera cacciata dal territorio svizzero dalle altre pecore bianche. In questo caso, secondo me, il messaggio che ne scaturiva era semplicemente “sei nero, allora sei fuori”. Ho visto del razzismo che invece non ho visto nello spot televisivo. Perché come ho scritto sopra, le cose vanno dette, sì, ma sempre con le giuste maniere e mezzi, altrimenti si rischia di estremizzare il tutto, di esagerare, di discriminare.

martedì 27 novembre 2007

Ho voglia di te

Dopo averne sentito tanto parlare, ieri anch’io ho guardato “Ho voglia di te” e per la prima volta ho visto recitare Scamarcio. Premetto che non ho visto tutto il film, nel senso che gli ultimi quindici minuti ho dovuto spegnere la TV, un po’ perché ero stanca di mio, un po’ perché il film non era dei più entusiasmanti…Quindi vedete di non rivelarmi il finale perché guarderò gli ultimi minuti che mi mancano nei prossimi giorni! Detto questo, vorrei far notare come il film sia stato girato solo ed appositamente per il pubblico adolescenziale e non mi stupisce affatto che la figura di Scamarcio che rappresenta il principe-azzurro-bello-forte-buono-generoso abbia fatto impazzire migliaia di ragazzine. Era un po’ come quando vidi il film Romeo + Giulietta con Di Caprio, avevo quindici anni e fu un vero e proprio colpo di fulmine: da quel giorno cominciai a tappezzare la mia stanza con le sue foto al posto di quelle dei Take That. Ora la figura di Scamarcio mi fa un po’ sorridere, forse perché so che di vero non c’è proprio nulla e a guardarlo con occhio un po’ obiettivo (senza essere influenzati da quell’alone di romanticismo che si è creato intorno alla sua figura) non mi piace un granché. Piuttosto, guardiamo Ivan Bacchi che nel film interpreta Paolo, il fratello di Step. Certo, a differenza sua, non avrà attaccato nessun lucchetto come pegno d’amore su un ponte di Roma, non avrà preso a botte un produttore televisivo reo di aver tentato di stuprare una sua amica, né avrà partecipato ad una gara di corsa con le moto solo per riavere la moto del suo migliore amico scomparso, ma c’è da dire che è un bel ragazzo, molto più sexy di Scamarcio. Ho scoperto che ha recitato pure nella Finestra di fronte, gran bel film secondo me, peccato che nella sua filmografia ci sia anche la soap Cento vetrine…Nonostante questo piccolo particolare, secondo me questo ragazzo potrà fare una bella carriera. Staremo a vedere…

giovedì 22 novembre 2007

Meglio James Bond o il Dr. House?

Da alcune settimane ormai il tempo è diventato decisamente autunnale: freddo, nebbiolina, pioggia. Come molti di voi sapranno, io detesto questo tempo, in autunno e inverno mi passa la voglia di alzarmi al mattino, uscire al freddo e la sera preferisco rimanermene tranquillamente al caldo, a casa, guardandomi un bel film. Sono un po’nonna, lo so. E questo è quello che ho fatto lo scorso weekend, mi sono vista il film Casino Royale. Non è, a dire il vero, il mio genere, tant’è che a tratti l’ho trovato un po’ noioso, nel complesso però mi è piaciuto. La storia è sempre la stessa, l’agente 007 è coraggioso, bello e robusto, frequenta gli ambienti più chic e cari ed è sempre attorniato da belle donne che puntualmente si innamorano di lui, essendo un uomo pure sexy. Non ne sbaglia mai una e proprio quando pensi che questa volta non ce la farà mai ad uscirne fuori vivo, come quando beve il veleno nel suo drink e va in arresto cardiaco, ecco che si ripiglia e fresco come una rosa ritorna alla sua partita di poker.
Mentre guardavo il film la sua figura mi ha colpito parecchio e l’ho trovata affascinante quasi quanto quella del Dr. House, il numero uno per me, l’uomo più sexy e ammirevole, l'unico che non sbaglia (quasi) mai. Poi però il finale scontato e un po’ finto mi ha dissuaso da questa idea: a pensarci bene House è e rimarrà davvero unico, anni luce più affascinante dell’agente 007 e pure più coraggioso perché ogni giorno ha nelle proprie mani la vita di altre persone. E poi è pure più bastardo. Nessun dubbio, come House non c’è nessuno.

giovedì 15 novembre 2007

Un meme sul mio blog

Temendo una vendetta da parte del Capitano, partecipo immediatamente al meme sulle origini del mio blog (una dissenteria improvvisa?? Non sia mai!!)

Chi o cosa ti ha spinto a creare un blog ?
Quando ho iniziato a scrivere ero all’estero a fare uno stage, diciamo quindi che, come ho anche spiegato nel mio primo post, ho creato un blog per instaurare un “ponte” con l’Italia. Ora che sono tornata, ho deciso di continuare questa esperienza compatibilmente con i tempi a disposizione poiché si è rivelata molto positiva e mi ha dato modo inoltre di instaurare amicizie nel mondo dei blog che mi piacerebbe portare avanti.
Il tuo primo post
Il mio primo post si intitolava “E’ nato!!” Qui riassumevo un po’ le motivazioni e il significato del nome dato al mio blogghettino…
Il post di cui ti vergogni di più
Io i post di cui mi vergogno non li pubblico affatto. Quindi tutti i post che vedete in questo blog sono cose che ho scritto perché le penso veramente e di cui non mi pento (almeno fino ad adesso...). L’unica cosa forse che potrei criticare è lo stile dei miei primi post, troppo colorati e con alcune immagini un po’ bruttine…
Il post di cui sei più fiero
Ma perché mi fate ste domande?? Non so, non ce n’è uno in particolare…vediamo un po’…diciamo che sicuramente preferisco quei post che scrivo quando sono un po’ arrabbiata, quando critico qualcosa che non mi va, quando mi sfogo un po’, perché li scrivo tutti di un fiato e poi mi sento meglio. Tra questi c’è sicuramente il giusto comportamento in cui all’arrabbiatura si aggiungevano anche delusione e un po’ di rassegnazione.

Già finito??? Beh, questa volta non è stato poi così difficile. Sono buona, non passo la palla a nessuno (soprattutto perché poi temo che la scelta possa portare a delle ripercussioni…)

martedì 13 novembre 2007

Scusate ma devo dirlo...

Ultimamente le pagine di cronaca sono state piene zeppe di violenza, feroce e gratuita. In ultimo i fatti di domenica scorsa dove anche (ma forse dovrei dire soprattutto) una giornata di sport calcistico si è manifestata in un’occasione per manifestare con la violenza il proprio rancore e odio. Non voglio aggiungere nient’altro a questa vicenda di cui è già stato detto moltissimo da giornali e televisione. Vorrei solamente manifestare su queste pagine il mio disgusto, il disgusto per una società che non sa più cosa significa dialogo e convivenza pacifica. Per una società repressa e frustrata che ha bisogno di sfogarsi, capace di esplodere da un momento all’altro, che non conosce più il rispetto né il valore di una vita umana. E’ una società che è già stressata al mattino quando si mette in coda per andare al lavoro suonando all’impazzata il clacson e imprecando contro il mondo intero. E’una società che non si può fidare del prossimo, che non si sente sicura, che è pessimista. Ultimamente mi è capitato leggendo le pagine di cronaca di provare sempre più un senso di vergogna per il nostro paese. Lo so, è brutto da dirsi. E non nego affatto che, se non per motivazioni sentimentali, non avrei alcuna difficoltà a trasferirmi all’estero. Mi spiace dire queste parole anche perché penso ai tanti italiani che ho conosciuto quando ero in Svizzera, per esempio, perfettamente integrati, certo, ma sempre fieri di dimostrare e conservare le proprie origini. Penso a mio nonno che mi raccontava spesso della guerra, dei suoi amici partigiani. Non posso farci niente, purtroppo questo è ciò che penso. Mi piacerebbe essere più nazionalista, fiera dell’Italia e fiduciosa ma troppi fatti accaduti recentemente, la politica da tempo e il comportamento di alcuni italiani hanno fatto maturare in me questa idea: io non mi sento parte integrante di questa nazione.

venerdì 9 novembre 2007

Le donne famose possono tutto?

Ogni mattina mentre vengo al lavoro vedo lei. E sono due le cose che penso. Primo che questa ragazza ha solo 1 anno in più di me ed è già su tutti i muri della città. Secondo: da “La Notte prima degli esami” ha fatto un gran bel passo avanti dal punto di vista estetico. Voglio dire, Cristiana Capotondi non è mai stata brutta, tutt’altro, ma in pochissimo tempo si è liberata di quell’aria da ragazzina della porta accanto, tutta acqua e sapone ed ha acquisito questo aspetto da donna stile mangiatrice-di-uomini, tutt’altro che timida e molto accattivante. E quindi mi chiedo: ma com’è che queste donne dello spettacolo riescono a fare questi cambiamenti cosi repentini del proprio aspetto fisico? Perdere 3 taglie e diventare super fighe da un giorno all’altro per loro sembra essere una cosa normalissima….perchè non ce lo insegnano anche a noi comuni mortali come si fa?

Passando a cose molto più serie, vi segnalo questo post molto interessante che parla del problema amianto e sottolinea come, sebbene non se ne parli più tanto, il problema esiste ancora, è sotto i nostri occhi tutti i giorni e TUTTI NOI quando camminiamo per le strade rischiamo di respirare questo schifo altamente cancerogeno: 40 milioni sono le tonnellate di amianto ancora da bonificare solo in Italia.

martedì 6 novembre 2007

Che sfiga!!

Riguardandomi indietro posso tranquillamente affermare di non stare molto simpatica alla dea bendata. In tutti questi anni mi è capitato solo una volta di vincere: avevo 12 anni e ad una sagra pescai la chiave giusta per aprire uno scrigno con dentro una lampada da comodino, un po' retrò e neppure bellissima, che ancora conservo però gelosamente come testimonianza dell'unica volta in cui la Fortuna si è accorta della mia esistenza. Poi più nulla. Io sono una di quelle persone che non vince neanche il premio di consolazione. Di cui alle lotterie estraggono sempre il numero prima o dopo il proprio biglietto. Che al banco di beneficineza, quello dove tutti vincono qualcosa, si becca la cosa più schifosa e inutile, stile pinzetta per bucato. Che l'unica frase che legge sul gratta e vinci è “ritenta, sarai più fortunato”. E allora, prendendo spunto da Perlina, mi volete concedere un altro tentativo? E' il contest del blog turismo in italia, che mette in palio una cena per due persone a scelta, tra diverse proposte, offerta dal sito elation. Il vincitore del contest riceverà gratuitamente un voucher, con il quale potrà prenotare la struttura nei giorni che desidera. Che questa sia la volta buona?
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