Monday, September 29, 2008

Burn After Reading

Lineare, divertente, leggero. Questi sono gli aggettivi che meglio descrivono il nuovo film di Clooney e Pitt, Burn after reading. E’ il film ideale se volete trascorrere una serata leggera, senza dovervi porre troppe domande, né ragionamenti esistenziali. Se volete sedervi, ridere e neppure riflettere troppo sulla trama o il significato del film. Brad Pitt e George Clooney rappresentano i due bellocci senza un cervello, caotici e buffoni, ma pur sempre fighi, su questo nessun dubbio. Sorprende per quanto ,seppur banale e a volte un po’ insipido, il film ti faccia ridere. Un’americanata insomma, ma che comunque si guarda con piacere.
Cox è un analista della CIA che viene da un giorno all'altro allontanato dal suo incarico perché ha dei problemi con l'alcol. Rimane quindi a casa disoccupato e con una moglie che lo tradisce con Harry Pfaffer (George Clooney) uno sceriffo federale affetto da intolleranze alimentari. Alla fine tutti tradiscono tutti (perfino il bel Clooney, ma come è possibile!!??) tranne Chas (Brad Pitt) che è troppo stupido per farlo ma in compenso finisce in un bel pasticcio con di mezzo la CIA e l’ambasciata russa. Il film raggiunge il suo scopo (quello di far ridere lo spettatore) e Clooney e Pitt non sono niente male nella parte dei buffoni. Voto: 6/7.

Thursday, September 25, 2008

Le mie avventure con Trenitalia/2

E' da un po' di tempo che non mi lamentavo più di Trenitalia, per cui concedetemi questo post. Anche perchè ho vissuto un'esperienza nuova, ho avuto l'onore di parlare per la prima volta con il call center di Trenitalia, il famigerato 892021. A dire il vero ho cercato in tutti i modi di rimandare questo incontro, più per le mie tasche che per altro, perchè diciamo che avevo il sentore che sarebbe stata l'ennesima fregatura.
Vi avevo già parlato della vicenda del treno inesistente per Monaco per il quale Trenitalia mi aveva venduto un biglietto. Bene, come vi avevo detto Trenitalia si era scusata e mi aveva garantito un rimborso entro 2 mesi. Sono passati più di 3 mesi e chi ha visto questi soldi?
Sul sito di trenitalia potete vedere alla pagina rimborsi le modalità per ottenere informazioni al riguardo. C'è un indirizzo email, un numero di telefono a tariffazione urbana e l'892021. Ovviamente ho provato subito le prime due alternative. All'email non mi hanno ancora risposto (da 1 mese). Al numero a tariffazione urbana il dipendente FS mi ha spiegato che avendo acquistato
il biglietto via internet, dovevo per FORZA chiamare l'892021. Non avevo dubbi. Chissà perchè. Chiamo il Call Center da cellulare (dal fisso risulta impossibile perchè i numeri 892 sono automaticamente disabilitati). La voce mi avverte che al massimo pagherò 1,25 al minuto (bene, penso, è "al massimo" quindi pagherò un pochino meno...1 euro...). La voce gentile dell'operatrice mi risponde. Inizio a spiegare. Numeri di pratica, nome, codice PNR del biglietto, ecc... sono trascorsi 6 minuti. La chiamata va inspiegabilmente giù. Mi sta prendendo il panico. Per fortuna l'operatrice mi richiama subito, molto gentile, ringrazio. Dopo 10 minuti di attesa (per fortuna non pagavo io, per cui va bene) mi comunica che c'era stato un errore, il rimborso mi arriverà entro 2 mesi. Ringrazio, in fondo è stata efficiente e ha fatto bene il suo lavoro (a differenza di molti altri call center). Poi controllo il credito del mio cellulare. Zero??!? Ecco perchè era caduta la chiamata! Ho speso 8,50 euro in 6 minuti (quindi un po' di più rispetto a 1,25 euro al minuto che mi aveva detto la signorina....)

Ora mi chiedo, ma questa non è una vera truffa ai danni del consumatore??
Io sono stata OBBLIGATA a chiamare questo numero, non avevo altra possibilità. Non ho chiamato per avere un'informazione che potevo tranquillamente chiedere in stazione, per avere un servizio per il quale sarebbe stato giusto pagare. Io ho chiamato per avere informazioni su un rimborso che mi spettava di diritto, informazione che nessun altro mi poteva dare. Oltre il danno anche la beffa. Sono loro che mi devono dei soldi e io devo pagare per averli!! Trenitalia continua a stupirmi sempre di più....
...to be continued

Sunday, September 21, 2008

Into the Wild

Un film è bello quando ti sa donare forti emozioni. E "Into the wild" di Sean Penn di emozioni me ne ha sapute dare, parecchie.
Il film racconta la storia vera di Christopher McCandless che decide di abbandonare la vita normale di tutti i giorni per andare a vivere nella selvaggia Alaska. Questa sua decisione porterà Cristopher, che durante tutto il viaggio si farà chiamare con un altro nome, Alexander Supertramp, dai campi di grano del South Dakota ad un viaggio lungo il fiume Colorado fino alla comune di Slab City, in California, e oltre. Strada facendo incontrerà personaggi strani, pittoreschi, che si legheranno a lui e alle quali Cristopher saprà insegnare molto della vita. Alla fine riuscirà a raggiungere le terre selvagge dell'Alaska, dove vivrà all'interno di un bus abbandonato per parecchi mesi, conoscendo il senso di libertà estrema ma sviluppando in sè l'idea che la felicità non è reale se non condivisa. Questo suo difficile percorso intrapreso con lo scopo di allontanarsi del tutto dalla società e dalla sua famiglia, gli permetterà alla fine di perdonare e di capire che tutte le "cose vanno chiamate con il proprio nome": per questo Alex, al termine di questo suo cammino ascetico, deciderà di ritornare al suo vero nome, Christopher.
Non me ne intendo di cinema, ma il film secondo me è stato girato sapientemente, con un ritmo molto veloce e dei colori fantastici che ancora più risaltano la bellezza della natura.
Un film da vedere, assolutamente. Voto: 8 e 1/2.

« Se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila... »


Thursday, September 18, 2008

Lo show della Vezzali

Certo che Berlusconi ha davvero uno strano effetto sulle donne … Chissà come mai, poi. C’è probabilmente qualcosa che fa andare letteralmente fuori di testa ogni donna che gli si avvicini, tanto da farle dire in diretta davanti a migliaia di italiani “da lei mi farei toccare”. Che la Vezzali voglia entrare in politica? Comunque io un pochino mi sarei vergognata a fare questa sviolinata davanti a tutti, a prescindere dalla persona a cui si stava rivolgendo. Io mi sarei vergognata a farla in ogni caso, punto e basta.

Saturday, September 13, 2008

Contro la prostituzione

Via libera al ddl della Carfagna. In poche parole d'ora in poi vendere sesso nei luoghi pubblici sarà reato. E per i trasgressori, sia lucciole sia clienti, ci sono multe e carcere. Io, a dire il vero, le prostitute per stada ho continuato a vederle anche in questi giorni, sedute sui loro sgabelli sul ciglio della strada con abitini mini a tutte le ore del giorno. Mi auguro che questo ddl possa togliere un po' di degrado dalle strade italiane, anche se ho qualche dubbio. Io resto dell'idea che l'unico modo sia riaprire le case chiuse, dal momento che non è certo aggirando il problema che lo si risolve. Poiché in Italia siamo però un popolo di religiosi e bigotti, questa decisione non verrà mai presa, preferendo ancora una volta chiudere gli occhi di fronte ad un problema così grave e permettendo così al racket di continuare a fare business.
Sorvolando su questo aspetto, tanto per rinfrescare la memoria, la Carfagna è quella bella (indubbiamente) ministra coinvolta insieme al Berlusca in due scandali tempo fa. Nel primo, il primo ministro dichiarò pubblicamente "se non fossi sposato, me la sposerei" scatenando l'ira della Veronica. Nel secondo si parlava di presunte intercettazioni telefoniche a sfondo sessuale tra la Carfagna e Berlusconi.
Quindi, se ho capito bene, lo scopo di questo ddl è di vietare di darla come lavoro, ma darla per ottenere un lavoro, quello sì, è legale...

Wednesday, September 10, 2008

W i saponi solidi!

Da un po’ di anni ho scoperto Lush e da allora è stato un amore a prima vista. Non mi hanno pagato per fare pubblicità, giuro, ma ormai è diventata una vera mania per me, una mania che oggi ho scoperto essere anche ambientalmente compatibile! A parte il fatto che i prodotti Lush hanno odori e colori fantastici, che farebbero impazzire la maggior parte delle donne credo, hanno un’altra caratteristica: sono tutti rigorosamente solidi. E questo se ci pensate bene è un aspetto per nulla trascurabile. Secondo un sondaggio commissionato da Lush stesso, il 68% delle persone ha abbandonato il buon vecchio sapone solido in favore di quello liquido. Ormai la saponetta solida è davvero out, chissà perché poi dal momento che ha parecchi vantaggi. Primo i prodotti Lush sono privi di imballaggi mentre il sapone liquido è sempre dentro il suo bel contenitore di plastica. Voi penserete “e che sarà mai!”, sì ma parliamo tanto del problema dei rifiuti e della necessità di ridurre gli imballaggi e allora iniziamo con qualcosa di concreto! Poi il sapone solido essendo privo di acqua non ha bisogno di conservanti sintetici e quindi è un prodotto più naturale. Inoltre gli ingredienti contenuti nei prodotti Lush sono completamente biodegradibili. Infine shampoo,balsamo, bagnoschiuma solidi sono davvero comodissimi per chi viaggia parecchio in aereo, magari per lavoro e solo con il bagaglio a mano: con la nuova normativa europea, infatti, portare a bordo un quantitativo superiore a 100ml di liquido è proibito e vi assicuro che questo può diventare una vera scocciatura per chi utilizza parecchio l’aereo! Infine è del tutto infondata la credenza che il sapone solido lavi meno bene di quello liquido. Allora cosa aspettate? Entrate in un negozio a curiosare, poi mi dite se non ho ragione!

Monday, September 8, 2008

Eccomi tornata

L’estate sta finendo, l’ho capito dal quantitativo di torinesi che ha incominciato ad affollare il bus la mattina ed a parcheggiare sotto casa. Poi il telefono in ufficio ha incominciato a squillare. Non stavo male nella città deserta, io che odio lo stress e il traffico e che sogno di vivere in una casetta in campagna nel verde. Ora invece si ritorna alla normalità, il solito caotico tram tram. A volte mi chiedo perché devo vivere in una grande città. Il mio posto non è qui, lontano da tutte le persone più importanti per me. La grande città non mi appartiene così come io non appartengo a lei. Mi sento come un’intrusa che si muove sospettosa al suo interno, tra smog e traffico. Eppure un motivo c’è per cui sono qui: il lavoro. E così nei weekend mi faccio kilometri e kilometri di viaggio per raggiungere le persone a cui voglio bene, che poi non sono radunate tutte in un posto, sarebbe troppo facile. Mi chiamano “la donna con la valigia in mano”. Perché io e il mio fedelissimo trolley rosso corriamo su e giù, freneticamente, alla ricerca delle persone care, contenti finalmente di rivederle ma tristi di doverle lasciare solo dopo un weekend. Il mio lavoro mi piace, mi sento appagata e fortunata. So che sarebbe difficile trovarne un altro uguale da qualche altra parte. Eppure a volte, spesso, mi chiedo se ne valga veramente la pena. O sto solo sprecando del tempo prezioso?