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sabato 26 giugno 2010

Parlando di ambiente...

La marea nera causata da BP non si è ancora arrestata. I media ne stanno parlando di meno ma ciò non vuol dire che sia tutto finito. Un ecosistema è distrutto ormai, questo si sa, ma la macchia nera di petrolio continua ad allargarsi sempre di più perché nessuno è completamente riuscito ad arrestare ancora la fuoriuscita. In questo sito potete avere un aggiornamento continuo sulla quantità dispersa in mare e avere un'idea dell'estensione della macchia nel caso in cui l'epicentro della fuoriuscita fosse casa vostra. Davvero inquietante... Intanto la proposta di Obama di arrestare temporaneamente la trivellazione di nuovi pozzi petroliferi nelle coste statunitensi di Atlantico e Pacifico sembra essere stata respinta. Ancora una volta gli interessi economici hanno prevalso su quelli ambientali. Così come è accaduto al recente vertice di Agadir sulla caccia alle balene dove si è dovuto constatare per ora il fallimento del tentativo di trovare un compromesso tra i Paesi favorevoli alla caccia e quelli contrari. Mi viene sempre di più da chiedermi: ma dove andremo a finire? Davvero l'uomo è più propenso all'autodistruzione piuttosto che alla rinuncia di guadagni economici?

domenica 11 aprile 2010

Greg e le sue scuole

In questo ultimo periodo sono sempre più presa dalla lettura del libro "Tre tazze di te" (sono alle ultime battute, mi manca poco!). A dire il vero non conoscevo prima questo libro, mi è capitato tra le mani un po' per caso. E di solito le cose che capitano per caso si rivelano essere poi le più piacevoli!
Questo libro parla della straordinaria vita di un certo Greg Mortenson, un tipo un po' strano, alpinista per passione, che un giorno, dopo aver tentato di scalare il K2, decide che la sua vita in America non ha molto senso. Raccoglie alcuni fondi e parte quindi per il Pakistan dove riesce a costruire la sua prima scuola per ragazze. Perchè secondo lui con la violenza non si fa un bel nulla, ma con l'istruzione si risolve il problema alla radice, scacciando il fantasma del fondamentalismo islamico. Ci prende gusto, ritorna in America e vivendo per anni in scantinati o in macchina, continua ad accumulare altri fondi e a costruire altre scuole. Dopo quella prima sudata scuola, ne costruirà altre decine e decine. Intanto le cose cambiano, accade la tragedia dell'11 settembre, Osama diviene famoso in tutto il mondo, Bush tira le sue bombe intelligenti in Afganistan e poi attacca l'Iraq. E questo Greg cosa fa? Lui continua ad essere dell'idea che con la violenza non si risolve proprio nulla. Va perfino al Pentagono cercando di spiegarlo e poi lo dice ai giornali americani pure. Solo che gli americani sono sconvolti dalla tragedia dell'11 settembre e non solo non gli credono, lo trattano pure in malo modo. Allora Greg, grazie ai fondi di alcuni benefattori americani, ritorna in Pakistan e va in Afghanistan e, sotto le bombe intelligenti, continua a costruire. Finché gli americani si rendono conto le bombe non erano poi così intelligenti, che molti civili e soldati americani sono morti. Fatto sta che Greg ora è un eroe in America ma soprattutto in Pakistan e Afghanistan dove centinaia di persone gli sono riconoscenti, perchè grazie a lui sono riusciti a sfuggire alle scuole islamiche fondate dagli estremisti, all'esercito dei talebani, hanno potuto ricevere un'istruzione. Nonostante le bombe lanciate dagli americani sulle loro case non vedono il nemico nell'America, perché è l'America che li ha salvati, ma lo vedono nell'ignoranza e nell'estremismo. Le grandi cose nascono dalle piccole cose. E come dice Greg Mortenson, se l'America avesse investito la metà dei soldi che ha speso per la guerra, in scuole, oggi vivremmo in un mondo migliore.
Oggi Greg Mortenson è direttore del Central Asia Institute e continua a dedicare la sua vita per aiutare concretamente le popolazioni del Pakistan e Afghanistan. Perchè, come dice lui, pace e speranza iniziano con l'educazione.

giovedì 5 novembre 2009

Un anno dopo

"Se c'è qualcuno che dubita che l'America sia un posto dove tutte le cose sono possibili, che ancora si pone domande sul potere della nostra democrazia, stasera è arrivata la risposta."
Così diceva Obama il 4 Novembre 2008 dopo la sua vittoria. Lui rappresentava la risposta ai dubbi del futuro dell'America.
In realtà ad essere proprio precisi le risposte dell'operato di Obama non sono ancora arrivate a distanza di un anno dalla sua elezione. Faccio alcuni esempi. Clima: Obama ha promesso una rivoluzione sul piano energetico e vuole collaborare con il mondo in tema di cambiamento climatico. Per ora ancora alcun risultato, forse colpa della crisi che ha tolto i capitali da investire nel tema ambiente. Troppo presto per i giudizi, staremo a vedere.
Guantanamo: la prigione avrebbe dovuto essere chiusa entro il 2010. Per ora ancora nulla di deciso, la sua chiusura appare comunque molto difficile.
Afghanistan e Iraq: per ora Obama sta temporeggiando, non ha deciso cosa fare, ha iniziato il lento disimpegno dell'Iraq, ma nessun risultato ancora.
C'è una cosa fondamentale che però Obama ha fatto in questo anno. Ed è stato cambiare l'immagine dell'America agli occhi del resto del mondo. Il 9 ottobre Obama vince il Nobel per la Pace. Nel resto del mondo rappresenta ancora la speranza verso un cambiamento, un futuro migliore. Il resto del mondo ha ancora fiducia in Obama. Ed anche io ne ho. Troppo presto dopo un anno esprimere giudizi. Voglio credere che Obama stia seminando il terreno su cui raccoglierà i frutti nel prossimo futuro. Staremo a vedere.


domenica 13 settembre 2009

Here I am

Eccomi tornata, dopo quasi due mesi di distanza, a scrivere sulle pagine di questo blog. In tutto questo tempo non sono stata lontana dal pc ma solo dalla blogsfera, ogni volta che aprivo la pagina del mio blog mi rimbalzavano in testa parecchie idee su cosa scrivere ma puntualmente trovavo qualcosa di meglio da fare e mi passava la voglia di muovere le mie dita su questa tastiera. E dire che di cose interessanti su cui scrivere ne sono successe negli ultimi tempi... come la più recente, la morte del padre della televisione italiana, il grande Mike, salutato da una piazza Duomo gremita. Oppure il calo di popolarità di Obama, che sembra deludere le aspettative degli americani a causa di una riforma della sanità che si fa attendere. O ancora la pandemia che fino a due mesi fa sembrava dovesse mettere in ginocchio il mondo intero e che invece alcune settimane fa si è supposto essere delle stesse dimensioni di una normale influenza. Intanto però lo spot sotto continua a venire trasmesso dalla televione svizzera e, non so a voi, ma a me mette un po' di angoscia... Alla prossima.

domenica 28 giugno 2009

Dio, Pistole, Gospel, Geometria e...vino.

L'ho sempre sostenuto: la religione non deve essere seguita alla lettera, soprattutto la Chiesa. Perchè può essere molto rischioso, per gli altri.
Anzi a volte servire Dio porta ad essere contro la legge.
A Milano ad un prete è stata ritirata la patente per eccesso di alcol. E' stato fermato per controllo dai carabinieri dopo aver celebrato quattro messe. Il reverendo è astemio ma per questioni puramente religiose, è stato costretto a bere del vino e poi mettersi alla guida. Nessuna colpa, ha bevuto per professione e fin di bene.
C'è poi chi tra gli uomini di chiesa impazzisce e interpreta la Bibbia come cavolo gli pare. Negli Stati Uniti il pastore Ken Pagano continua a fare incetta di fedeli con il sermone intitolato «Dio, Pistole, Gospel e Geometria». Secondo lui infatti gli insegnamenti della Bibbia e il diritto a possedere armi non sono inconciliabili. Per questo per festeggiare il prossimo 4 luglio, giorno dell'indipendenza degli Usa, sta organizzando una grande festa di comunità in cui le armi saranno le vere protagoniste. Lotteria con armi come regalo, celebrazione religiosa in chiesa con armi dei fedeli in bella vista, picnic con armi in mano. In fondo, secondo lui, il diritto a possedere armi non è né vietato dalla Bibbia né è incostituzionale. Non tutti i cristiani devono essere per forza pacifisti. E a pensarci bene la storia ci insegna proprio questo: in nome di Dio si può sparare e pure uccidere.

venerdì 15 maggio 2009

Obama fa dietrofront

Tornano i tribunali militari a Guantanamo. Lo ha deciso Obama, dopo aver criticato Bush durante la campagna elettorale e dopo averli bloccati appena eletto presidente. Quando salì al potere Obama, Amnesty International chiese ufficialmente di raggiungere alcuni obiettivi nei primi 100 giorni del suo neo-governo, tra cui chiudere Guantanamo e terminare la detenzione illegale e le torture. E' di pochi giorni fa la decisione del presidente americano di non pubblicare alcune foto delle sevizie inflitte dai militari americani ai detenuti nelle carceri in Iraq e Afghanistan. Ora il dietrofront sulla delicata questione di Guantanamo. Sono stata la prima a dimostrarsi favorevole e contenta per l'elezione di Barack Obama, ma queste ultime decisioni rappresentano un clamoroso cambio di rotta nella politica del presidente?

domenica 18 gennaio 2009

Finisce l'era dei Bushismi

Ci siamo, alla casa bianca è l’ora del trasloco. Martedì il nuovo presidente farà il suo ingresso e finirà l’era di Bush. L’uomo che ha rivelato a tutto il mondo di essere convinto che uomini e pesci possono convivere senza alcun problema (Settembre 2000, spiegando in Michigan la sua politica energetica),che affermava che il carbone è anche un modo per prevenire i rischi ambientali (parlando di ambiente a Washington nell’aprile 2005), che ha definito una forza il discorso del Papa (aprile 2008), sta per lasciare la scena . La cosa (l’unica) che mi spiace di più è che finirà l’era delle esilaranti gaffe del presidente Bush. Chissà se Barack saprà portare avanti un così importante ruolo di umorista e showman dell’ex presidente? Comunque anche se non fosse, non sarebbe un grande problema, per quello c’è il nostro di presidente. Basta e avanza.

giovedì 18 dicembre 2008

Stop alle torture a Guantanamo?

All'estero a quanto pare è ancora usanza che i politici rispettino le promesse (a differenza di quanto accade a casa nostra).
Guantanamo è da sempre il centro di tortura statunitense per eccellenza.
Base Navale sulla costa sud-occidentale di Cuba, è sotto amministrazione statunitense dal 1903. Amnesty International ha rivelato nel passato diverse testimonianze sull'uso della tortura (tra queste il “waterboarding”, una specie di annegamento controllato) e dei maltrattamenti ai danni dei prigionieri in questo centro di detenzione Usa in territorio cubano.
Il 29 giugno 2006, in occasione dell'appello di un detenuto, Salim Ahmed Hamdan, una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito la violazione della Convenzione di Ginevra e il Codice di Giustizia Militare statunitense dovuta alle modalità di detenzione dei prigionieri all'interno della base di Guantanamo e ai tribunali militari speciali istituiti per giudicarne i detenuti.
Ora sembra che grazie ad Obama questa vergogna stia per finire e che gli appelli di mezzo mondo vengano ascoltati. Segno sicuramente positivo che testimonia come la politica della più grande potenza mondiale sembra stia cambiando. Dico "sembra" perchè non vorrei cantare vittoria troppo presto. Da buona italiana ho perso da tempo fiducia nei politici, insomma finchè non vedo, non credo.

domenica 9 novembre 2008

Mister Presidenti

Berlusconi ha chiesto da poco di rinegoziare il trattato di Kyoto. A quanto pare, la richiesta italiana di avere più tempo per approfondire il tema dei costi per la riduzione dell'anidride carbonica è stata condivisa da altri nove Stati.
Obama dal canto suo vorrebbe stanziare 150 miliardi di dollari nell'energia pulita e nelle rinnovabili e crede nella necessità di un trattato post-Kyoto.
Mi felicita davvero il fatto che in America sia stato eletto un uomo ad immagine e somiglianza del nostro presidente (a meno dell’abbronzatura, ovviamente).
Una cosa però non mi va proprio giù. Sappiamo benissimo di avere un presidente spesso davvero imbarazzante per le uscite che fa, non è il caso che arrivi pure Miss Sarkozy a ricordarcelo. Insomma la deve smettere di dire a tutto il mondo che lei è sì, di origini italiane ma si sente ormai più francese ed anzi, si vergogna pure un pochetto di essere stata legata al nostro paese. Poi diciamocela tutta, Sarkozy non mi sembra tanto migliore del nostro presidente né propriamente un esempio da seguire….

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