Visualizzazione post con etichetta ambiente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ambiente. Mostra tutti i post

martedì 13 dicembre 2011

Bla bla bla

La conferenza sul clima a Durban ha chiuso i battenti la settimana scorsa e già il giorno dopo avevo la sensazione che si trattasse di un altro flop.
Una novità della conferenza é stato il cosiddetto protocollo di Kyoto 2, che entrerà in vigore dal 2013 ma vede esclusivamente l’adesione dell’Ue e di pochi altri Paesi industrializzati. Rimangono fuori i paesi tra i più inquinanti al mondo (Stati Uniti, Cina e India) con l’aggiunta di Giappone, Russia e Canada. Si é parlato poi di un altro nuovo trattato: un accordo per la riduzione dei gas ad effetto serra che includerà tutti i maggiori paesi del mondo a partire dal 2020. Ma da qui al 2020 ancora parecchie cose possono succedere.... Insomma, l'ennesimo incontro con tanti bla bla ma pochi fatti.
Oggi a questa delusione si é aggiunta un'altra notizia: il Canada abbandonerà il protocollo di Kyoto. La motivazione ufficiale é che dal momento che il protocollo non é sottoscritto da Stati Uniti e Cina, due delle maggiori potenze mondiali, allora non ha alcun senso rispettarlo. La motivazione vera é che il Canada non é riuscito a ridurre le emissioni nei limiti imposti dal protocollo quindi piuttosto di pagare una multa salata, preferisce tirarsi fuori del tutto.
Io in tutto questo vedo solo una grande ipocrisia e devo dire che sono parecchio amareggiata... La mia mente ritorna al 1992 quando durante la conferenza sul clima tenutasi a Rio una ragazzina parlò ai capi dei maggiori stati del mondo chiedendo loro di incominciare a fare qualcosa di concreto per salvare il clima. Per circa 6 minuti tutti rimasero ad ascoltarla, usciti di lì però a quanto pare dimenticarono le sue parole...Ve le ripropongo qui, tanto per capire quanto le sue richieste siano rimaste del tutto inascoltate da allora.

domenica 27 novembre 2011

Il pianeta solitario

Ieri mi sono messa a leggere l'atlante di Gaia della Zanichelli. Sembra un libro per bambini, pieno di figure e colori, ed in parte lo é. Parla dell'ecologia, dell'equilibrio terra-uomo, della gestione delle risorse, l'evoluzione dell'uomo.
C'é un capitolo al suo interno che mi ha profondamente colpito, si intitola "Verso un pianeta solitario". Si legge:
"Gli esseri umani hanno raggiunto una coscienza di sé che li separa dalle altre forme di vita e da' loro predominanza su di esse. [...] A mano a mano che la specie umana crea attorno a sé una desolazione sempre crescente, essa rischia di trovarsi isolata su un pianeta distrutto. [...] In questa furiosa ricerca di prosperità si trovano i semi della disperazione più profonda."
Ho trovato questa frase di una verità disarmante. Nell'istante in cui l'ho letta si é fatta strada nella mia mente una serie di riflessioni. È come se avessi tovato la chiave alla spiegazione di tutto. Così semplice eppure non so perché mi ha catturata...

Ci sembra che tutto sia dovuto, che la natura sia a nostra disposizione e da qui ci prendiamo tutti i diritti nel distruggerla e farne ciò che vogliamo. Ci attorniamo di specie animali addomesticate che rispondono ai nostri comandi. Distruggiamo la natura e per trovare le risorse siamo costretti ad andare sempre più lontano. Quando la natura recede, recedono anche le prospettive di un vivere migliore. Viviamo sempre più in un pianeta solitario e ciò é diventato talmente la normalità che non ci sconvolge più di tanto. Non ci sconvolge il fatto che distruggiamo un ecosistema per costruirci una casa, così come non ci sconvolge il fatto che sono più le volte che chattiamo su facebook con uno sconosciuto piuttosto che le volte che parliamo con nostra madre o il nostro compagno. Vivimo in un mondo asettico in cui preferiamo rimanere rintanati in casa piuttosto che interagire con l'universo, preferiamo i rapporti cibernetici piuttosto che quelli reali, preferiamo fare a pezzi il mondo reale per potercelo guardare poi nelle foto o alla televisione.

Mi rendo conto che forse é un post un po' delirante questo, non proprio chiarissimo. Ma nella mia mente tutto si é perfettamete allineato ed appare di una limpidezza impressionante. Avevo bisogno di mettere per iscritto questi pensieri.

Con queste parole Norman Myers conclude: "Alla fine potremo forse raggiungere il nostro scopo, eliminando ogni concorrente nello spazio vitale di questa Terra affollata. E quando l'ultimo essere sarà stato eliminato, avremo fatto di noi i signori della Creazione. Ci guarderemo attorno e non vedremo altri che noi stessi. Finalmente soli."

domenica 29 maggio 2011

Anche io voto!!

In questi giorni ho ricevuto a casa le schede del prossimo referendum italiano. Dovrò votare e spedire il tutto in busta chiusa e anonima al consolato italiano entro il 6 giugno. Sarà il mio primo voto da cittadina italiana residente all’estero! E per di più « avrò l’onore » di votare prima di tutti gli italiani. Mi piace questo sistema di voto per corrispondenza, molto più pratico e veloce : niente schede elettorali, niente code, uno può votare quando meglio preferisce, anche la sera di fronte alla TV.
Intanto qui in Svizzera pochi giorni fa é stata presa un’importante decisione a livello energetico. La Svizzera attualmente produce e utilizza energia nucleare per il 40% circa del suo fabbisogno energetico nazionale. Pochi giorni fa il consiglio federale ha deciso che entro il 2034 tutte le centrali nucleari in Svizzera saranno spente. Si tratta di una decisione storica perché da anni questa paese é pro-nucleare. Qui l’energia elettrica costa molto poco e la si usa perfino per cucinare. Questo 40% del fabbisogno sarà prodotto da fonti fossili ma soprattutto da energie rinnovabili. Alcuni giorni dopo questa decisione, alcune importanti società energetiche svizzere hanno dichiarato di aver deciso di fare grandi investimenti nelle energie rinnovabili acquistando dei parchi eolici all’estero.
Molti restano comunque gli scettici: pochi infatti credono che in 20 anni la Svizzera riuscirà a sostituire completamente l’energia nucleare con il fossile e rinnovabile. Ciò che resta indiscutibile, é che si tratta di una decisione storica dopo anni di conversione al nucleare e i paesi vicini (tra cui l’Italia) dovrebbero apprendere molto da questa scelta coraggiosa.

sabato 14 maggio 2011

Il primo aereo ad impatto zero

Ieri si é realizzato un pezzetto di storia. E per un progetto tutto svizzero! Il primo aereo ad energia solare é infatti riuscito a restare in aria per 12 ore e ad andare da Losanna a Bruxelles. E tutto questo senza neanche una minuscola microscopica goccia di carburante. Un aereo ad impatto zero che sfrutta l'energia solare. Sto parlando di Solar Impulse, un progetto del Politecnico di Losanna e finanziato da molte grandi aziende svizzere. Ed io che l'ho visto con i miei occhietti questo aereo volare sopra il Politecnico di Losanna, posso dirvi che é davvero bello bello oltre che emozionantissimo per una come me che si occupa di impatto ed emissioni di CO2 tutti i giorni! E si sa quanto gli aerei emettano schifezze quando volano e quale sia il loro contributo all'impatto ambientale globale. Per cui questa é una bella, bellissima notizia che potrebbe veramente cambiare il futuro dell'umanità. Anche perché il progetto Solar Impulse ora ha un altro obiettivo: quello di fare il giro del mondo nel 2012 con un nuovo aereo.

domenica 17 aprile 2011

Nucleare sì o no?

Tra pochi giorni in Italia ci sarà il referendum sull'energia nucleare. E spero di riuscire a votare anche io. Spero perché risulto essere cittadina italiana residente all'estero da "solo" un anno e mezzo e si sa, prima che l'Italia tratti la pratica, prepari le schede elettorali, ecc... può passare mooolto tempo. Comunque, vorrei fare poche e semplici considerazioni sull'introduzione del nucleare in Italia da quassù, cercando di non lasciarmi prendere dall'ondata emotiva del disastro in Giappone.
Il nucleare piace perché produce tanta energia a pochissimo prezzo e senza emissioni di CO2. Uao! Trobbo bello per essere vero! E infatti, infatti c'é il rovescio della medaglia... Il nucleare produce scorie, tante scorie, che devono essere stoccate da qualche parte. Inoltre, la produzione di questa energia é pericolosa e deve essere costantemente tenuta sotto controllo, perché se il processo sfugge di mano, il disastro può essere dietro l'angolo. 

giovedì 23 dicembre 2010

L'inventiva del Sud

La Svizzera é un bel paese per viverci, con tante tante buone qualità. Ma una cosa bisogna ammettere agli svizzeri un po' manca: l'improvvisazione, quella capacità che ti porta a trovare delle soluzioni anche nelle situazioni più disastrose! Perché, nel caso più ipotetico e remoto che esista su questa terra, ipotizziamo solo per un secondo se la Svizzera si trovasse di fronte ad un'emergenza rifiuti come quella di Palermo o Napoli (ripeto: caso mooooooolto remoto).
Comunque riflettiamo. Come avrebbe reagito la Svizzera di fronte ad una simile emergenza? Avrebbe sicuramente messo a punto un piano molto dettagliato ed organizzato che prevedesse la pronta apertura di un nuovo inceneritore supertecnologico (qui non esistono le discariche) ed il potenziamento del riciclo, oltre che ad una buona campagna di sensibilizzazione ed educazione della gente. Insomma, tutto così monotono e prevedibile.

mercoledì 6 ottobre 2010

Il fiume rosso

Se non l'avevate ancora capito, io lavoro nel settore ambientale. E per quelli che pensano ambiente= immondizia (e sono in tanti perché me lo sento dire spessissimo), bé dico loro che non é così. Io infatti non mi occupo di immondizia. Ciò non vuol dire che non mi scandalizzi quando vedo in televisione le immagini da terzo mondo che arrivano da Napoli con rifiuti dappertutto. Mi scandalizzo sì, ma ormai ci abbiamo tutti fatto quasi il callo a queste immagini, perfino gli svizzeri che dicono "vabbé, quella è l'Italia e in Italia c'è la mafia, che ci vogliamo fare....". Ma non é di immondizia che voglio parlare. Perché se c'è qualcosa che mi ha sconvolto più dei rifiuti di Napoli e del disastro della BP (difficile a dirlo, ma é così), é il disastro ambientale che sta avvenendo in questi giorni in Ungheria. Un fiume carico di rifiuti tossici e metalli pesanti sta contaminando mezza Ungheria e si sta diffondendo sepre più. Un fiume che dove passa porta distruzione e morte. Distrutti e contaminati (per sempre) le coltivazioni. Uccisi tutti gli animali che bevono quell'acqua. Intossicati e ustionati gli umani che vengo a contatto con quel fiume. Ed ora le acque rischiano di raggiungere il Danubio. Credo che questo possa essere la trama perfetta per un film horror. Una scena che chiunque lavori nel settore ambientale (e non solo) non vorrebbe mai vedere. Non ho idea se si potrà mai tra anni ed anni porre rimedio a questo disastro. Sinceramente penso proprio che l'uomo non riuscirà mai a trovare un rimedio. Per tale motivo, il valore economio di questro disastro ambientale é inestimabile.I metalli pesanti resteranno nel suolo, nell'aria, nel cibo per sempre. E i metalli pesanti sono cancerogeni. Un altro tassello del puzzle dell'autodistruzione dell'uomo é stato aggunto.

sabato 26 giugno 2010

Parlando di ambiente...

La marea nera causata da BP non si è ancora arrestata. I media ne stanno parlando di meno ma ciò non vuol dire che sia tutto finito. Un ecosistema è distrutto ormai, questo si sa, ma la macchia nera di petrolio continua ad allargarsi sempre di più perché nessuno è completamente riuscito ad arrestare ancora la fuoriuscita. In questo sito potete avere un aggiornamento continuo sulla quantità dispersa in mare e avere un'idea dell'estensione della macchia nel caso in cui l'epicentro della fuoriuscita fosse casa vostra. Davvero inquietante... Intanto la proposta di Obama di arrestare temporaneamente la trivellazione di nuovi pozzi petroliferi nelle coste statunitensi di Atlantico e Pacifico sembra essere stata respinta. Ancora una volta gli interessi economici hanno prevalso su quelli ambientali. Così come è accaduto al recente vertice di Agadir sulla caccia alle balene dove si è dovuto constatare per ora il fallimento del tentativo di trovare un compromesso tra i Paesi favorevoli alla caccia e quelli contrari. Mi viene sempre di più da chiedermi: ma dove andremo a finire? Davvero l'uomo è più propenso all'autodistruzione piuttosto che alla rinuncia di guadagni economici?

sabato 1 maggio 2010

Catastrofe ambientale nel Golfo del Messico

Sto guardando sconcertata le immagini di questi giorni della marea nera al largo del Golfo del Messico. Stiamo assistendo all'ennesima catastrofe ambientale, forse la più grande mai vista prima. È triste dover assistere impotenti a questa tragedia. L'esplosione e l'affondamento di una piattaforma petrolifera ha in pochi giorni causato questo disastro. Un cataclisma causato dall'inefficenza del sistema di blocco automatico che avrebbe dovuto arrestare il flusso in caso di incidente e che però non ha funzionato.
Il mondo intero, capeggiato da Greenpeace, grida alla tragedia. Migliaia di animali tra pesci, uccelli e mammiferi, rischiano di morire nelle prossime ore. Inoltre c'è il rischio che la marea nera raggiunga, alimentata dal vento e dal brutto tempo delle ultime ore, i delta del Mississippi, costituito da infiniti canneti in cui vivono moltissime specie selvatiche. Se così fosse ripulirlo sarà un’impresa proibitiva e ci vorranno anni, se non decenni, per liberarsi totalmente dalla marea nera.
Insomma, nel Golfo del Messico un'intera catena alimentare è in pericolo di vita, un intero ecosistema è a rischio di completa e definitiva distruzione e, in ultimo, c'è anche l'uomo a rischio: l'economia della popolazione locale è infatti basata prevalentemente sulla pesca.
L'uomo ne ha combinata un'altra delle sue. E questa volta non sarà così facile rimediare il disastro causato, forse sarà proprio impossibile.
Si fanno tanti discorsi a livello mondiale e nazionale sulla tutela dell'ambiente, tutti abbiamo ogni giorno sulla bocca la parola "ambiente". Il problema è che se non iniziamo da oggi a mettere in pratica le tante parole, un giorno ci accorgeremo che sarà troppo tardi. E questa ultima catastrofe lo dimostra.
Sto davvero male a vedere le immagini di tutti quegli animali recuperati morti e ricoperti interamente di olio. E al senso di impotenza si aggiunge quello della rabbia. Perché, se solo lo volessimo, le alternative esistono. Solo che costano in termini economici, di fatica, di energia e impegno. Non sono un'ecologica estremista, ma credo nel concetto di sostenibilità, ambientale ed economica. Insomma, un accordo tra ambiente e sviluppo si può trovare. Ed a questo ora tutti dobbiamo puntare. I nostri politici, ma non solo. La gente comune se la prende spesso e non a torto con le scelte dei politici, dimenticando però che si incomincia anche dai piccoli gesti quotidiani e, dalle lampadine a risparmio energetico ai trasporti pubblici, potrei farne qui una lista lunghissima. Piccoli gesti quotidiani che spesso non vengono proprio presi in considerazione. E allora prima di gridare tanto allo scandalo, facciamoci un esame di coscienza e chiediamoci nel nostro piccolo cosa abbiamo fatto per contribuire in parte a questo disastro.

domenica 18 aprile 2010

Madre Natura ha detto stop

Lo so che in questo momento ci sono migliaia e migliaia di persone che sono bloccate in qualche parte del mondo e che stanno maledicendo la natura. So anche che questo "inconveniente ambientale" sta causando milioni di euro di danni a moltissime compagnie aeree. E so che dopo che scriverò quello che sto pensando molta gente si sentirà in dovere di insultarmi. Ma io trovo che quello che sta accadendo sia semplicemente formidabile. Un vulcano dal nome impronunciabile in un posto sconosciuto sta paralizzando metà mondo. È come se la natura avesse lanciato un monito all'uomo: è lei che comunque comanda ed è in grado, quando vuole, di farlo sentire un minuscolo essere insignificante. È lei che conduce il gioco, cosa che spesso l'uomo dimentica, pensando di avere il mondo ai suoi piedi e di poter fare ciò che vuole quando gli pare. Da giorni il mondo si è fermato ed aspetta che madre Natura dia l'ok per continuare. Affascinante.

domenica 20 dicembre 2009

Il vertice di Copenaghen lascia con l'amarezza in bocca

Non avrei mai voluto scrivere queste parole. Ed invece sono costretta a farlo. Il vertice di Copenaghen si è concluso con un nulla di fatto. Un flop enorme. Obama e cinesi invece di impegnarsi per il successo di Kyoto 2 o di un nuovo Protocollo, hanno preferito la via di fuga dell’accordo politico di facciata, che trascura del tutto gli obblighi immediati e affida il compito ai governi futuri. A Copenaghen è apparso evidente che pure Obama, come già Bush, non vuole o non può fare entrare gli Usa nel protocollo di Kyoto aderendo ad una «fase due» del Protocollo. Grandissima delusione questo Obama. E mi fa arrabbiare chi dice che comunque un accordo c'è ed é meglio di niente, quindi tanto vale accontentarsi. Proprio questo è il punto. Il vertice di Copenaghen non aveva come obiettivo quello di trovare un contentino per la popolazione mondiale. Perché il nostro ambiente, come è stato detto più volte, ha bisogno di misure reali, efficaci ed immediate. Questo è l'unico modo per ridurre le emissioni di CO2. Non volevamo parole o contentini ma chiedevamo ai nostri politici fatti. Fatti che ancora una volta non sono stati in grado di darci, mettendo al primo posto l'economia piuttosto che la salvezza del nostro pianeta. Forse ai nostri politici non è chiaro dove ci porterà il continuo riscaldamento globale. Forse esistono ancora persone che non ci credono all'innalzamento della temperatura, che non la prendono sul serio. Bene, venite a spiegare tutto questo alla sottoscritta che tutti i giorni, per lavoro, contabilizza le emissioni di CO2 di ogni attività umana....Davvero duro da mandare giù.

domenica 13 dicembre 2009

Copenhagen: dopo la prima settimana

La prima settimana si è conclusa con un nulla di fatto e tante divergenze. Nessun accordo per ora che protegga il futuro del pianeta e le situazioni piú delicate, come quella delle isole che, messe in crisi dall’innalzamento dei mari, chiedono di limitare a un grado e mezzo l’aumento della temperatura. Soddisfazione e disappunto a Copenhagen per il fondo “fast start” con cui i paesi dell’Unione europea si impegnano ad aiutare i paesi in via di sviluppo a dotarsi di tecnologie verdi. Secondo molti i 7,2 milioni di euro promessi dall’Unione Europea ai paesi più poveri non sarebbero sufficienti. Secondo altri invece questo sarebbe un buon inizio. Forse - aggiungo io - sarebbe meglio aumentare questa cifra ma per destinare il surplus alla lotta contro la fame dei paesi più poveri, perchè in Africa una minaccia reale è non solo il riscaldamento globale ma anche la mancanza di cibo.
Intanto, decine di migliaia di militanti hanno manifestato a Copenaghen, chiedendo azioni decise nella lotta contro i cambiamenti climatici.
Enorme lo scontento dei dimostrati dopo questa prima settimana: le proposte fatte finora nel quadro delle negoziazioni ufficiali, i 7,2 milioni di euro dell’Europa a favore dei paesi piú poveri, il rialzo termico fissato a un grado e mezzo, massimo due, sono giudicati poca cosa rispetto all’entità del problema. Tafferugli a parte dei soliti quattro (inevitabili), il corteo che ha sfilato per ore è stato pacifico, fatto da persone venute da ogni parte del mondo per chiedere un accordo rapido e giusto sulla lotta ai cambiamenti climatici.
Ora tutti guardano al 18 dicembre, quando arriveranno i capi di stato, tra cui il presidente degli Stati Uniti, che devono fare di piú: come ha detto Hugh Cole, rappresentante dell’organizzazione non governativa Oxfam, “Dobbiamo reagire, il tempo scorre veloce. Possiamo negoziare sul clima ma non negoziare con il clima”.
L'importante è che i grandi del mondo capiscano che quella del riscaldamento globale è ormai una emergenza reale.

martedì 26 maggio 2009

Gomorra

Finalmente ho finito di leggere anche io il libro Gomorra. E devo dire che il libro ha un impatto ancora più violento rispetto al film. Ogni parola, ogni frase descrive pesantemente una triste realtà, ti penetra profondamente nella mente lasciandoti un senso di amarezza mista a disgusto. Triste anzi tristissimo il quadro che ne esce fuori. E' un'Italia sconfitta, marcia e irrecuperabile quella descritta da Saviano. E' esattamente quell'Italia che tutti si immaginano all'estero. Tanti gli aspetti che mi hanno disgustata e tra questi, forse per deformazione professionale, c'è quello ambientale. Secondo Saviano, 500 t/giorno di rifiuti da Milano raggiungono il sud per essere illegalmente smaltiti. 14 milioni di tonnellate di rifiuti, praticamente una vera e propria montagna, ogni anno scompaiono misteriosamente. Ora capisco quella gente che al sud manifesta contro l'apertura di nuove discariche, la vedevo in TV in quel periodo in cui si parlava dell'emergenza rifiuti a Napoli (emergenza che è tutt'altro che finita solo che inspiegabilmente nessuno ne parla più). Perche queste finirebbero in brevissimo tempo in mano alla mafia che le trasformerebbe abusvamente in luoghi dove smaltire rifiuti altamente tossici, facendole diventare così vere e proprie macchine della morte. Che tristezza l'immagine che ne esce, fortemente pessimistica: ormai tutto ciò che si poteva distruggere è stato distrutto, ormai la mafia è talmente ben integrata che è difficile da debellare. E' la descrizione di un sud ignorante, che non vede e non sente ed è diventato spazzatura ufficiale di un nord industrioso che contribuisce a sua volta ad arricchire la mafia.
Mi piace l'immagine finale descritta da Saviano che, richiamando il film Papillon, trasmette perfettamente quel senso di angoscia di un giovane che si ribella a questa realtà, che vorrebbe cambiare le cose ma si rende conto allo stempo di essere solamente una goccia in mezzo ad un mare immenso.
Anch'io come Papillon sembravo galleggiare su un sacco colmo di noci di cocco sfruttando le maree per sfuggire dalla Cayena. (...) Avevo voglia di urlare, gridare, volevo staccarmi i polmoni come Papillon con tutta la forza dello stomaco..... con tutta la voce che la gola poteva ancora pompare "Maledetti bastardi, sono ancora vivo!"


mercoledì 22 aprile 2009

Earth day

Purtroppo ci credo sempre meno a queste iniziative ma parlarne non mi costa nulla. Oggi è la Giornata della Terra e non sarebbe male se invece di tante parole sull'ambiente per una volta passassimo tutti ai fatti.

martedì 13 gennaio 2009

Le TV al plasma inquinano come i Suv???

Non ho mai capito l'utilità di girare per la città con un Suv. Molto inquinante ed estremamente ingrombrante. Insomma una macchina del tutto inutile. Ora dovrò cercare di iniziare ad odiare anche i televisori al plasma. Perchè belli sono belli, senza dubbio. Consentono anche di vedere meglio l'immagine. Piccolo problema: consumano più del doppio di un televisore LCD. "Un televisore al plasma da 50 pollici può consumare 822 watt per ora, contro i 350 di un televisore a cristalli liquidi della stessa grandezza e i 322 di un tradizionale televisore a tubo catodico." La produzione di ogni kWh in Italia emette circa 0,6 kg di CO2, quindi il fatto di usare un apparecchio che consuma il doppio rispetto ad altri non ha per nulla delle emissioni trascurabili, soprattutto se moltiplicati per tutti gli utilizzatori in Italia e nel mondo.
Mi aggrego quindi all'appello del governo inglese e già che ci sono aggiungo una piccola nota dolente di alcuni LCD: alcuni nuovi televisori (tipo
Samsung) non consentono di spegnere completamente l'apparecchio che rimane quindi in stand-by. Questa proprio non l'ho capita.... Le nuove case produttrici tra poco arriveranno a produrre televisori super moderni, che fanno perfino il caffè ma si sono dimenticati della cosa più banale e semplice che ci possa essere in una TV...il suo spegnimento!

venerdì 3 ottobre 2008

Chi l'ha visto?

Mi dicono che nel nuovo governo ci sarebbe anche la Prestigiacomo. Mi dicono che si occupa di ambiente, anzi che è il nostro attuale ministro dell’ambiente. Mi dicono che un ministro dell’ambiente è chi gestisce le riforme sul tema, si interessa, propone leggi e risolleva l’attenzione dell’opinione pubblica sull’ambiente. Mi dicono…. Perché io questa donna non l’ho ancora mai vista parlare di ambiente. L’ho vista solo una volta in TV parlare di quanto fosse difficile essere un ministro donna in Italia. Sicuramente un tema molto interessante…..ma l ‘ambiente?

Ora siccome mi dicono anche che i ministri sono pagati con le mie tasse e con il tema ambiente ci lavoro ogni giorno
, mi piacerebbe tanto che la ministra in questione iniziasse a fare qualcosa. E se non vuole fare qualcosa di pratico come tutti i nostri politici, potrebbe almeno, che so, iniziare a parlarne un po’ in giro, tanto per far vedere che lei lavora o almeno si sforza di mostrare che fa finta di lavorare...considerando inoltre che l’Italia non è proprio in pole position riguardo a questo tema. Allora, signora ministra, si inizia a fare qualcosa?

AAA ministra cercasi
. Vi prego di segnalarmi, se esiste, qualche sua apparizione in cui
parli di ambiente, perché sarei proprio curiosa di sapere cosa dice in merito.

mercoledì 10 settembre 2008

W i saponi solidi!

Da un po’ di anni ho scoperto Lush e da allora è stato un amore a prima vista. Non mi hanno pagato per fare pubblicità, giuro, ma ormai è diventata una vera mania per me, una mania che oggi ho scoperto essere anche ambientalmente compatibile! A parte il fatto che i prodotti Lush hanno odori e colori fantastici, che farebbero impazzire la maggior parte delle donne credo, hanno un’altra caratteristica: sono tutti rigorosamente solidi. E questo se ci pensate bene è un aspetto per nulla trascurabile. Secondo un sondaggio commissionato da Lush stesso, il 68% delle persone ha abbandonato il buon vecchio sapone solido in favore di quello liquido. Ormai la saponetta solida è davvero out, chissà perché poi dal momento che ha parecchi vantaggi. Primo i prodotti Lush sono privi di imballaggi mentre il sapone liquido è sempre dentro il suo bel contenitore di plastica. Voi penserete “e che sarà mai!”, sì ma parliamo tanto del problema dei rifiuti e della necessità di ridurre gli imballaggi e allora iniziamo con qualcosa di concreto! Poi il sapone solido essendo privo di acqua non ha bisogno di conservanti sintetici e quindi è un prodotto più naturale. Inoltre gli ingredienti contenuti nei prodotti Lush sono completamente biodegradibili. Infine shampoo,balsamo, bagnoschiuma solidi sono davvero comodissimi per chi viaggia parecchio in aereo, magari per lavoro e solo con il bagaglio a mano: con la nuova normativa europea, infatti, portare a bordo un quantitativo superiore a 100ml di liquido è proibito e vi assicuro che questo può diventare una vera scocciatura per chi utilizza parecchio l’aereo! Infine è del tutto infondata la credenza che il sapone solido lavi meno bene di quello liquido. Allora cosa aspettate? Entrate in un negozio a curiosare, poi mi dite se non ho ragione!

lunedì 12 maggio 2008

Il wifi fa male?

Partendo dal presupposto che non esiste ancora una teoria ufficiale che stabilisca che le onde dei cellulari e quelle del wifi siano dannose alla salute umana, io se vedo in televisione una puntata come quella di Report di ieri sera un pochino mi spavento. Soprattutto perché il wifi lo uso tutti i giorni, sia a casa che al lavoro.
Secondo quanto riportato dalla trasmissione di raitre, non c'è ancora stato alcun studio sull'esposizione a lungo termine al wi-fi, però ce ne sono stati migliaia sui telefonini e sulle antenne che emettono livelli simili di radiazioni. Il Dottor Gerd Oberfeld di Salisburgo è uno scienziato governativo che ha rilevato effetti nocivi dovuti alle onde elettromagnetiche. Secondo lui, gli studi condotti su animali hanno dimostrato che queste onde provocherebbero danni al DNA e un aumento dell'incidenza del cancro. E come lui, molti altri scienziati di fama mondiale sono arrivati alle stesse conclusioni. Nonostante ciò, il wifi si sta diffondendo sempre di più, dalle università alle scuole elementari, dai parchi a città intere. La differenza dai cellulari è che nel caso del wifi spesso la sua accensione o meno nei luoghi pubblici prescinde dalla nostra volontà.
Semplice fobia o c’è qualcosa di vero?
Nel dubbio direi di cercare di ridurne l’uso (vietandolo per esempio nelle scuole elementari dove non ne capisco proprio l’utilità) a favore del normale servizio cablato.

martedì 22 aprile 2008

Earth Day

Oggi è la Giornata mondiale della Terra, anche Google cambia veste.
Tutto risale al 22 aprile 1970, quando rispondendo ad un appello lanciato dal senatore democratico Gaylord Nelson, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una dimostrazione a favore della salvaguardia dell’ambiente. Da quel giorno il 22 aprile è diventato l'Earth Day, un evento internazionale, oggi celebrato in 174 paesi del mondo, che ha per scopo la sensibilizzazione del pubblico sui temi della conservazione dell’ambiente in cui viviamo. Scoprite qui cosa può fare ognuno di noi nel suo piccolo per migliore lo stato della nostra Terra. Vi prego, nessuno dica "tanto non cambia nulla"....

giovedì 3 aprile 2008

Italy's mess

“La caduta dell’Impero italico”: dopo aver letto l’articolo del Newsweek del 25 febbraio che avevo in mano, avrei voluto scaraventarlo in aria. L’autore ci va davvero pesante, critica tutto il criticabile: dalla politica, alla munnezza di Napoli ovviamente (di cui c’è una bella foto in prima pagina sotto alla scritta Italy’s mess), alle scelte energetiche sbagliate, alla mafia…Già il titolo è promettente: “L'Agonia e l'Estasi, Italia funziona a mala pena però la gente è felice. Come si spiega?” Ok, allora la prima cosa che mi viene da chiedere è: voi vi sentite felici dell’attuale situazione italiana? No perché IO sono tutt’altro che felice, vorrei sapere che persone ha incontrato quest’ uomo…
Ecco come inizia l’articolo: 'Il film più 'caldo' in Italia in questo momento, ed è 'caldo' in tutti sensi, è Caos Calmo. E' la storia di un vedovo che non riesce a rimettere insieme la sua vita e si siede su una panchina nel parco a guardare il mondo che gli passa d'avanti. Certo, una della ragioni per cui è al top della classica del botteghino è la controversia della scena di sesso però il film tocca anche nervi più profondi. La verità è che, proprio come il vedovo, Italia sta guardando mentre il mondo gli passa d'avanti.'
Dopo questo inizio promettente è tutto un crescendo di vere e proprie batoste contro l’Italia. L’autore dice: “Gli italiani hanno incominciato negli anni a vedersi come sopravvissuti”. “Il governo italiano non ha solo delle disfunzioni, ma non funziona proprio del tutto” (e qui ha ragione). “le madri italiane sono un chiaro ostacolo alla crescita economica italiana” (e si ritorna al discorso dei trentenni che vivono con i genitori…come dargli torto?). E tanto altro ancora che non riporto qui perchè mi vien male. Mi associo però alla domanda che l’autore pone: dopo anni di decadimento, a quando il risollevamento dell’Italia?



Related Posts with Thumbnails