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domenica 29 maggio 2011

Anche io voto!!

In questi giorni ho ricevuto a casa le schede del prossimo referendum italiano. Dovrò votare e spedire il tutto in busta chiusa e anonima al consolato italiano entro il 6 giugno. Sarà il mio primo voto da cittadina italiana residente all’estero! E per di più « avrò l’onore » di votare prima di tutti gli italiani. Mi piace questo sistema di voto per corrispondenza, molto più pratico e veloce : niente schede elettorali, niente code, uno può votare quando meglio preferisce, anche la sera di fronte alla TV.
Intanto qui in Svizzera pochi giorni fa é stata presa un’importante decisione a livello energetico. La Svizzera attualmente produce e utilizza energia nucleare per il 40% circa del suo fabbisogno energetico nazionale. Pochi giorni fa il consiglio federale ha deciso che entro il 2034 tutte le centrali nucleari in Svizzera saranno spente. Si tratta di una decisione storica perché da anni questa paese é pro-nucleare. Qui l’energia elettrica costa molto poco e la si usa perfino per cucinare. Questo 40% del fabbisogno sarà prodotto da fonti fossili ma soprattutto da energie rinnovabili. Alcuni giorni dopo questa decisione, alcune importanti società energetiche svizzere hanno dichiarato di aver deciso di fare grandi investimenti nelle energie rinnovabili acquistando dei parchi eolici all’estero.
Molti restano comunque gli scettici: pochi infatti credono che in 20 anni la Svizzera riuscirà a sostituire completamente l’energia nucleare con il fossile e rinnovabile. Ciò che resta indiscutibile, é che si tratta di una decisione storica dopo anni di conversione al nucleare e i paesi vicini (tra cui l’Italia) dovrebbero apprendere molto da questa scelta coraggiosa.

domenica 17 aprile 2011

Nucleare sì o no?

Tra pochi giorni in Italia ci sarà il referendum sull'energia nucleare. E spero di riuscire a votare anche io. Spero perché risulto essere cittadina italiana residente all'estero da "solo" un anno e mezzo e si sa, prima che l'Italia tratti la pratica, prepari le schede elettorali, ecc... può passare mooolto tempo. Comunque, vorrei fare poche e semplici considerazioni sull'introduzione del nucleare in Italia da quassù, cercando di non lasciarmi prendere dall'ondata emotiva del disastro in Giappone.
Il nucleare piace perché produce tanta energia a pochissimo prezzo e senza emissioni di CO2. Uao! Trobbo bello per essere vero! E infatti, infatti c'é il rovescio della medaglia... Il nucleare produce scorie, tante scorie, che devono essere stoccate da qualche parte. Inoltre, la produzione di questa energia é pericolosa e deve essere costantemente tenuta sotto controllo, perché se il processo sfugge di mano, il disastro può essere dietro l'angolo. 

mercoledì 8 ottobre 2008

L'Atomica oltre Frontiera

Alcuni giorni fa mi sono imbattuta in un video su youtube della trasmissione svizzera Falò. Il servizio riguarda la presenza di quaranta ordigni nucleari nella base militare di Ghedi, nel bresciano, a soli cento chilometri dalla Svizzera. In seguito alla puntata scoppiò un caso diplomatico che portò alla ribalta il problema e contribuì a rendere nota la presenza delle bombe. Ammetto che personalmente non sapevo nulla prima di vedere questo filmato per cui mi sono documentata un po’ in internet ed ho scoperto delle informazioni molto interessanti ma allo stesso tempo davvero preoccupanti.
La presenza delle armi nucleari a Ghedi non è mai stata confermata da fonti ufficiali ma si evince da differenti dati. Documenti del Parlamento statunitense per esempio dimostrano che nel 1996-1997 a Ghedi sono state costruite 11 nicchie di stoccaggio per le bombe B61, ognuna delle cui nicchie può contenere 4 ordigni, da cui si evince che ce ne sono in totale una quarantina. Questi documenti sono anche citati nella puntata di Falò. Durante una ispezione parlamentare è stata accertata la presenza di un corpo militare americano specificamente dedicato alla manutenzione di ordigni nucleari, il che conferma indirettamente la loro presenza.
Sul suolo italiano sono presenti 90 bombe atomiche. La presenza di queste armi è illegale perché viola il Trattato di non proliferazione (TNP). Il TNP afferma che “ciascuno degli Stati militarmente nucleari, che sia Parte del Trattato, si impegna a non trasferire a chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, ovvero il controllo su tali armi e congegni esplosivi,…”.
Secondo un’inchiesta condotta dall’aeronautica Usa e resa pubblica dal sito web della Federazione degli scienziati statunitensi, un’organizzazione che riunisce studiosi contrari alla corsa agli armamenti, la base di Ghedi non rispetta gli standard di sicurezza previsti dal Pentagono.
Le bombe per esempio sarebbero tutte radunate in un unico punto della base, per cui nel caso in cui un ipotetico terrorista riuscisse a raggiungerne una troverebbe automaticamente anche tutte le altre. Certo, il loro innesco non è facile (almeno rassicurano gli esperti)... è pur vero che il numero elevato di ordigni è davvero agghiacciante e il fatto di non avere alcuna informazione su di esse e sul loro stato (anche il sindaco di Ghedi afferma di non sapere nulla) ancora più preoccupante. Nel filmato per esempio si parla di un episodio accaduto anni fa in un’altra base estera con ordigni nucleari colpita da un fulmine. La tragedia è stata evitata per pochissimo. I fulmini, secondo quanto affermato dagli scienziati, potrebbero infatti essere in grado di innescare le armi. E se questo dovesse accadere anche a Ghedi? La gente non dovrebbe essere avvisata? Sicuramente esisteranno dei piani di emergenza. La popolazione e soprattutto il sindaco non dovrebbero conoscerli? Ma soprattutto… perché anche se illegale queste bombe continuano ad essere lì?

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