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lunedì 30 gennaio 2012

Welcome!

Sono giorni di cambiamenti, di intenso lavoro, di viaggi per lavoro ma soprattutto di grandi novità!
Andando in senso di priorità crescente:
1. In questi giorni ha di nuovo nevicato (non é proprio una novità qui, nevica da settimane ormai - anche se non di continuo, per fortuna...)
2. In seguito alle mie riflessioni sul significato dell'integrazione in Svizzera, ho preso una decisione che sicuramente porterà una svolta nella mia vita e nella mia integrazione in questo paese: ho iniziato un corso di sci. La mia tecnica per ora fa ancora schifo, stile pupazzo-rigido-con un bastone nel didietro, ma mi accontento già solamente di scendere da una pista senza cadere (anche se ieri ho rischiato più volte la vita a causa di due curdi che erano più principianti di me e scendevano a uovo dalla cima urlando "Pista! arrivano dei principanti"). E per autoconvincermi che ce la posso fare ad imparare senza rompermi una gamba, mi sono pure comprata dei fantastici sci!!
3. Dopo il macbook, l'ipod e l'iphone, un nuovo prodotto Apple ha fatto il suo ingresso a casa mia: l'ipad 2!!!! Quindi, per favore, diamo tutti un benvenuto a questo nuovo giochino che impegnerà tutte le mie serate per i prossimi mesi. E va bene, potete anche pensare (giustamente) che sono una drogata Apple, ma questa volta questo fantastico ipad é piombato inaspettatamente nelle mie mani... perché l'ho vinto!!! Un grazie immenso a rete tre perché questa é davvero la prima volta che vinco qualcosa nella mia vita (e potete pure pensare e scrivere nei commenti a questo post che sono una parac*!?@*!@)


lunedì 13 aprile 2009

Parte III: il viaggio verso la nuova vita

Avevo la macchina stra colma di roba per cui sapevo già che mi avrebbero fermato alla dogana. E sfoggiare il mio migliore sorriso alla guardia di frontiera non sarebbe valso a nulla...
Lato italiano: “Salve. Cosa fa? Si trasferisce in Svizzera?” chiede il finanziere. “Sì, per lavoro” rispondo. “Ah vedo dalla sua carta d'identità che la sua professione è ingegnere. Ma quindi è un cervello in fuga?” chiede il finanziere. Seguono dieci minuti di interessanti elucubrazioni sulla situazione dei giovani in Italia e sul futuro del nostro paese.
Lato svizzero: “documenti” chiede la guardia. “libretto del veicolo”. “Cosa trasportate? Qualcosa di valore? Dove andate? Perchè? Cosa fate in Svizzera?” Ecc....
Man mano che mi allontano dal mio paese un senso di amarezza mi travolge. Qui sono una immigrata, devo farmi un permesso di soggiorno (cosa per niente difficile dal momento che ho un contratto di lavoro in mano), devo parlare un'altra lingua che non mi appartiene, devo abituarmi a delle usanze non mie. E' tutto certamente più difficile, lontano da amici e famigliari. Ma l'ho già provata una volta questa sensazione, nello stesso paese anni prima. E' questione di abitudine, col passare del tempo diventa la normalità ed uno si ritrova anche a pensare in francese. Penso alla serie di persone che conosco, laureate in Italia come me, ma che ora sono all'estero per lavoro. E la rabbia sale.... ma poi arrivo alla mia casetta e rifletto: per la prima volta a 26 anni riesco a vivere in una casa da sola, senza coinquiline, tutta mia, con i mobili che piacciono a me, nuovi. E le lacrime mi salgono agli occhi. In Italia quanto avrei ancora dovuto aspettare prima di averne una? Sorrido alla mia nuova vita che mi attende.


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